Inserito da: charry | 20 Giugno 2008

L’Itaglia si rialza: Lettera aperta a Mr. Brunetta

Il nostro futuro è quì. I migliori nani della nostra vita, dopo mesi di duro lavoro hanno sancito come far affiorare un sorriso sul malinconico viso degli Italiani.

Ticket, fannulloni e card (tessera) per poveri

Meno costi, più libertà più sviluppo. Una tassa per i petrolieri e le banche che, non ci metteranno molto a riprendersela dalle nostre tasche con quella ridda di voci indecifrabili nascoste negli estratti conto scritti in aramaico.

Dice Brunetta: “Oggi l’amministrazione pubblica costa 680 miliardi di euro all’anno” , A breve, continua Brunetta , “saranno soppressi gli enti pubblici con meno di 50 unità” ; Non è chiaro che fine faranno le 50 unità.

Sarà più facile trasferire i dipendenti pubblici; aspettativa per quelli che vogliono lasciare il pubblico per provare la vita da “imprenditore privato”; pubblicazione on line di redditi, curricula e recapiti telefonici; trenta giorni per sbrigare una pratica altrimenti l’impiegato dovrà pagare il danno al cittadino; concorsi validi solo per il territorio dove vengono banditi per evitare i casi di assenteismo e malattia prolungata; sempre sul fronte della malattia (”i dipendenti pubblici sembrano assai più cagionevoli di quelli privati”) maggiori controlli per chi si mette malato; possibilità di licenziare per scarso rendimento.

In questo ultimo passaggio ci sono molte cose che condivido e altre che mi lasciano perplesso: Trenta giorni per conclude una pratica è un tempo ragionevole, l’importante è che i trasgressori paghino sul serio però!!

Pubblicazione on line dei redditi, curricula e recapiti telefonici: ma mi faccia il piacere Caro Ministro Brunetta, non dica [cut]; Se mette on line i miei dati sarà costretto a darmi la Card dei Poveri, ascolti non le conviene.

Vero è che i dipendenti pubblici sembrano assai più cagionevoli di quelli privati; Che le devo dire Ministro: La nostra vita è fatta di troppe vacanze alle maldive, di coca party, di serate mondane nei salotti bene; e che cazzo! ci dobbiamo riprendere o no da questo stress? Da quando la nostra vita è diventata una corsa all’ultima bolletta, da quando siamo diventati i nuovi poveri per eccellenza, anche la nostra salute comincia a farsi più cagionevole…non le pare?

Ministro Brunetta, lei parla di un mondo che forse non conosce bene. Con i suoi proclami ha ingenerato una sorta di guerra tra poveri (infondo lo scopo è proprio questo); Parlare alla pancia degli Italiani consiste nel far diventare una sterile discussione da bar in un decreto legge.

Oggi come ieri, i cittadini liberi, i disoccupati, i pensionati, ci guardano in cagnesco. Organizzano vere e proprie ronde, telecamere alla mano, per scoprire se prendiamo un caffè, un cappuccino o il fatidico cornetto. Ministro Lei è un genio! E’ riuscito a spostare il tiro dalla tanto vituperata CASTA su chi sopravvive con 900 euri del cazzo al mese. Bravo Ministro!

Caro Ministro, mi chiedevo chi meglio di Lei può comprendere bene come si vive sententosi additato dagli altri? Mi pregio di allegarle il testo di un capolavoro di Fabrizio De Andrè.

Cordiali Salti.

UN GIUDICE

Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente,
o la curiosità d’una ragazza irriverente
che vi avvicina solo per un suo dubbio impertinente:
Vuole scoprir se è vero quanto si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù la più indecente.

Passano gli anni, i mesi,
e se li conti anche i minuti,
è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti;
la maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo
fino a dire che un nano è una carogna di sicuro
perché ha il cuore troppo troppo vicino al buco del culo.

Fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami diventai procuratore
per imboccar la strada che dalle panche d’una cattedrale
porta alla sacrestia quindi alla cattedra d’un tribunale
giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male.

E allora la mia statura non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi mi diceva “Vostro Onore”,
e di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi nell’ora dell’addio
non conoscendo affatto la statura di Dio.


Risposte

  1. Ma Vito… proprio tu posti e commenti una notizia sui fannulloni della pubblica amministrazione?
    Il bue dice cornuto all’asino!
    Ciao…non prendertela!

  2. E perche dovrei prendermela. Chi meglio di me conosce la pubblica amministrazione? Il più delle volte fannulloni si diventa perchè ti costringono a farlo, ti sembrerà strano ma è così. Poi, detto tra noi, io non mi sento un fannullone e quindi posso esprimere il mio pensiero anche nei confronti di chi, come me lavora con amore. Se la macchina amministrativa comunale di Regalbuto funziona il merito sarà anche nostro no?
    Vedi cara Titty, io sono d’accordo che si faccia chiarezza e chi non fa nulla la paghi. Io mi indigno di più a leggere queste NOTIZIE che oggi in Itaglia non fanno notizia. Capisci cosa voglio dire?

    ciao

  3. Titti brava sono daccordo con te, io sono impiegato e non sono un grande fannullone. Avrei detto lo stesso se tu fossi stata al mio posto, ma siccome non lo sei, la prossima volta che provi a dare del FANNULLONE a noi impiegati, abbi almeno le ovaie di presentarti altrimenti, alla Catania Gela puoi sempre trovare un impiego……
    Auguri e buon lavoro……….

  4. Un ministro (Sulle note del brano di Fabrizio De Andrè: Un giudice )

    Cosa vuol dire avere
    un mezzo metro di statura,
    ve lo rivelan gli occhi
    e le battute della gente,
    o la curiosità
    di una ragazza irriverente
    che si avvicina solo
    per un suo dubbio impertinente:

    vuole scoprir se è vero
    quanto si dice intorno ai nani,
    che siano i più forniti
    della virtù meno apparente,
    fra tutte le virtù
    la più indecente.

    Passano gli anni, i mesi,
    e se li conti anche i minuti,
    è triste trovarsi adulti
    senza essere cresciuti;
    la maldicenza insiste,
    batte la lingua sul tamburo
    fino a dire che un nano
    è una carogna di sicuro
    perché ha il cuore toppo,
    troppo vicino al buco del culo.

    Fu prima delle elezioni
    che cominciò tutto il mio rancore
    offrendomi deputato
    e perché no, anche senatore
    per imboccar la strada
    che da docente universitario
    porta a Montecitorio
    quindi poi a governare
    ministro finalmente,
    coi fannulloni da brutalizzare.

    E allora la mia statura
    non dispensò più buonumore
    a tutti gli statali
    che di me avevano terrore,
    di licenziarli in tronco
    fu un piacere del tutto mio,
    prima di genuflettermi
    nell’ora dell’addio
    non conoscendo affatto
    la statura di Dio.

  5. Sarei curioso di sapere quante volte il prof. Brunetta, nella sua qualità di docente universitario e quindi di dipendente pubblico, ha fatto il fannullone, rinviando od annullando esami , lezioni, esercitazioni, seminari e quant’altro.

  6. Le parole della canzone “Un Giudice” di Fabrizio De André, applicate al Brunetta, mi inducono ad una certa benevolenza nei confronti del ministro, sol che si consideri che tante sue sciaguratezze possono trovare valida giustificazione nella troppo breve distanza che intercorre fra la sua testa ed il suo fondo schiena.

  7. Chè la tua gentilezza nei confronti del gentil sesso fa riflettere. Non solo fannulloni, anche caproni, e MARARRUCATI…

    Vacci tu alla catania gela, con una gonna, la berbetta incolta e l’accento brasialiano, incassi per 3 volte.

  8. wwwwwwwwwwwwwwwww brunetta,riesce solo a fare bene,se ci sono i fannulloni li mandera a casa che male c’e.

  9. …in medio sta virtus, ma purtroppo quando un estremo diventa un normale “modus operandi”, bisogna per forza controbilanciare con una azione forte evitando le dolci maniere.

    Ritengo che l’operazione di Brunetta, che è più mediatica che pratica stia dando i suoi effetti, poichè forse chi oggi si sente controllato, e non certamente chi lavora da una vita, “può” vergognarsi, poichè additato, di ciò che ha fatto della propria professione.

    Se il Comune di Regalbuto non va tanto male, a parer di Vito, sarà anche merito dei dipendenti, ma se va tanto male non sarà sopratutto colpa dei dipendenti o in quel caso le accuse sono solo rivolte solo agli amminstratori?

    Serve un cambio di rotta anche ai dipendenti del Comune di Regalbuto, non facendone di tutta l’erba in fascio, poichè ci sono tante eccellenze e bravi lavoratori, ma necessità un forte sterzata.

    Saluti
    Francesco Bivona


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