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Brunetta: assenteista a chi?

26 Luglio 2008 charry 20 commenti

Ricevo e pubblico un interessante e divertente articolo di Pippo Cadoni liberamente ispirato da un pezzo pubblicato dalla nota agenzia di informazione “Sicilia Informazioni”.

Ascolto, vedo e leggo tutto quello che non è targato RAI, Mediaset, La Sette, La Sicilia, Il Giornale di Sicilia et similia, sono un fans di tutto quello che non è ufficiale, di quello che racconta la verità e non è al servizio di questo o quello, di chi ha rispetto dell’informazione come strumento essenziale di democrazia. Certo l’informazione di internet è “pericolosa” va presa, come si dice, col beneficio dell’inventario, però …, qualcuno sul web evidenzia che il Ministro Renato Brunetta, che ha annunciato battaglia contro i fannulloni nella P.A, è stato tra gli euro parlamentari italiani più assenteisti. Il ministro si piazza al 611/mo posto come presenze tra gli euro parlamentari, con una percentuale del 48,21%. Peggio di lui hanno fatto: Pannella (47,14%), Mastella (40%) e Dell’Utri (14,64%) ed altri. Alessandro Repetto, Presidente della Provincia di Genova, che con una lettera al Rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata”, dove il Ministro è titolare di cattedra, ha chiesto di rendere pubblici i dati relativi all’impegno del professor Brunetta e i relativi compensi, relativamente agli anni in cui era Parlamentare Europeo. Al Magnifico Rettore dell’Università di “Tor Vergata”, il Presidente Repetto, ha chiesto ufficialmente, “nello spirito del principio di leale cooperazione istituzionale sancito dall’art 22 della Legge 241/90, se tra il 1999 e il 2008 il Prof. Brunetta, Professore Ordinario di Economia del Lavoro presso l’Università romana, abbia preso aspettativa o, in caso contrario, come abbia conciliato tutti i propri incarichi”.
“E qualora abbia mantenuto attivo il proprio incarico di professore ordinario, quante ore di presenza abbia garantito e mantenuto a “Tor Vergata”, con quali retribuzioni relative ed eventuali ulteriori consulenze”. La richiesta è espressa in rispetto e sintonia con la stessa Operazione Trasparenza promossa e avviata dal neo Ministro. Continua il Presidente della Provincia di Genova: “In questi giorni è aperto il dibattito sull’efficienza e l’impegno lavorativo dei dipendenti pubblici, un tema portato agli onori della cronaca dal neo Ministro Prof. Renato Brunetta. Ricercando questo spirito nel nostro Ministro, sono rimasto molto colpito dal curriculum del Professor Brunetta, che vanta un passato illustre e prestigioso di attività e incarichi sia politici sia scientifici”.
“Scorrendo dunque l’elenco dei rilevanti impegni, risaltano in particolare quelli politici che, a partire dal 1999 fino al 2008, lo hanno visto deputato al Parlamento europeo con l’incarico di Vicepresidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia e membro delle delegazioni parlamentari miste UE-Croazia e UE-Turchia, oltre che della delegazione per le relazioni con la Repubblica popolare cinese”.
Incarichi di altissimo prestigio ad un ministro così basso, il contrappasso della vita, e lui che fa? Se la prende con quelli che possono essere più bassi di lui solo dal punto di vista dei salari, infatti il Ministro quando guarda da dietro la sua dichiarazione dei redditi, guarda tutti dall’alto. Bravo ministro.
Cito da un giornale a diffusione nazionale: “Insomma, non si capisce perché il doppio lavoro porti lustro e credito sociale al professore universitario e al barone accademico che tanto più è stimato quanto meno si fa vedere all’università, e porti invece decurtamenti dello stipendio, licenziamento, disprezzo, ammiccamenti e smorfie moralistiche all’impiegato di concetto che di sera si trasforma in piccolo muratore”. “Eppure Brunetta crede di essere il nuovo Falcone italiano perché, nel Paese degli abusivi e degli evasori, dei conflitti di interesse e delle mafie, dichiara guerra al bidello che smonta alle due del pomeriggio e poi, a partire dalle quattro, va a fare le pulizie in un condominio”. “E vuole licenziare non il barone universitario che porta in cattedra moglie, figli e parenti vari, ma l’operaio comunale che, terminato il normale turno, sale sulla sua Ape carica di attrezzi e gira per le case di campagna, e ora aggiusta un rubinetto, ora monta un lampadario, ora sostituisce un interruttore. Il ministro vuol mettere alla gogna l’usciere del tribunale che usa il proprio tempo ‘libero’ per lavorare e poi ancora lavorare nello studio di un avvocato o in quello di un notaio o, comunque, dove può”.
Un attacco concentrico, una reazione “uguale e contraria” come nelle leggi della fisica.
I ministri di bassa statura salgono (ma vah! Come direbbe il mio amico) salgono sul palco montato dal discredito, e dall’alto di redditi pari a 15/20.000 Euro al mese, aizzano il Popolo (quello della libertà pro domo propria) e le folle e tagliano per Decreto il salario delle guardie carcerarie che hanno uno stipendio di 1.350 euro al mese. Decreto Legge perché il provvedimento è “necessario e urgente”. Mentre i prezzi corrono incontrollabili.
Un esempio per tutti. La Finanziaria di Prodi, nel testo originale, prevedeva (per la seconda volta) che gli atti di compravendita di immobili, fino ad un valore di 100.000 Euro, potessero essere conclusi da un pubblico Ufficiale diverso dal Notaio, come i Segretari comunali. Questo provvedimento è stato immediatamente stralciato (meglio stracciato) dalla Legge e non se ne è più parlato, neanche sui media. La potente casta dei Notai è intoccabile. Prodi e Bersani non ce l’hanno fatta. E allora cosa rimane delle campagne moralizzatrici? Della caccia al fannullone da dare in pasto al popolo delle Partite IVA? Rimane il sospetto che tutto sia preordinato a fare cassa, a privatizzare interi pezzi della Funzione Pubblica: a delegittimare l’apparato pubblico, per poterlo sostituire con qualcosa di diverso … e sconosciuto.
Un esempio a tal proposito, a Regalbuto si potè incassare la bolletta dell’acqua utilizzando per intero personale interno all’amministrazione (controllo e compilazione della fattura detta BOLLETTA e stampa della stessa in comune, creazione di un elenco di riscontro con firma per la consegna della stessa con l’utilizzo di personale con contratto atipico (risparmiando anche sul costo del francobollo) riuscendo a portare nelle casse del comune più di un miliardo di vecchie lire (media giornaliera di 30/40 mila € al giorni per più di un mese). Informatevi su chi si lamentò di quella operazione, e che cosa oggi vediamo in cambio con la creazione di ATO di tutti i tipi e i clientelismi possibili ed immaginabili. La Pubblica amministrazione non piace quando non funziona: piace ancor meno quando fa il suo dovere, quando controlla gli evasori, quando verifica i comportamenti di chi vuole approfittare. E paradossalmente si depotenziano oggi le Strutture cui sono affidati i controlli fiscali. E quindi caro cavaliere Berlusconi, ma qual è per lei il limite sotto il quale è moralmente ammissibile: sotto il quale evadere il fisco diventa non solo illecito, ma “moralmente” censurabile?

A ben guardare, all’orizzonte, oltre al taglio del salario, è in vista anche … l’indigenza. Penso anche ad un’altra ipotesi: si sta stringendo il cerchio sul pubblico impiego, per cambiare le regole contrattuali anche del lavoro privato. E viene subito in mente la scena di Metropolis, con gli operai automi che lavorano 24 ore al giorno.
E le caste intoccabili possono continuare a dormire sonni tranquilli: nessun divieto di cumulo di incarichi per i Deputati, per i Baroni delle Università e degli ospedali. Nessuno “scippo” alle prerogative dei Notai, dei farmacisti, dei…. Cito ancora: “sarà sufficiente, per presentarsi immacolati al popolo plaudente, tagliare la testa di qualche impiegato pubblico, fare qualche visita fiscale la mattina di Natale ed il pomeriggio del prossimo Ferragosto, mostrare i sacchetti col denaro tolto dal salario accessorio, per potersi presentare come Robin Hood che ha tolto ai ricchi impiegati per dare ai poveri notai”. “Saranno immacolati e senza colpa, i custodi della morale, i sacerdoti della giustizia sociale, incaricati di precipitare dalla piramide del potere i cadaveri dei dipendenti pubblici, per lasciarli cadere verso il popolo che troppo tardi si accorgerà di cibarsi di se stesso. Perché il pubblico impiego, il suo indotto e le famiglie che rappresenta, equivalgono a un terzo della Nazione, assicurano un servizio insostituibile e sono i garanti di una funzione vitale per la democrazia del Paese … se ancora interessa.
E pensando a Eduardo, ‘a da passa ‘a nuttata, e nel frattempo meglio sentire Catania is burning e pensare alla Catania Gela.
A presto gente, a presto.

pippocadoni