Anna Ciriani: Altro che Ministro Gelmini
“Di me dicono che sono una bella donna! Sono alta 174 cm, rossa di capelli con gli occhi verdi. Ho un sorriso dolce e smagliante e ho un fisico prosperoso da “femme fatale” che nel quotidiano cerco di nascondere con abiti semplici e mai appariscenti.”
Stasera su Cult ho visto la sua storia, quella dell’insegnante allontanata dal suo ruolo per il video erotico girato alla fiera dell’eros a Berlino, che già avevo avuto modo di conoscere dal web ma anche dalla stampa tradizionale che l’ha subito bollata come la “pornoprof”. Anche io come tanti avevo pensato alla storia della solita “bonazza” che vuole farsi strada nel mondo dello spettacolo. Mi è bastato leggere le parole di Anna nel suo blog per rendermi subito conto che mi ero sbagliato.
Dalla trasmissione di stasera sono rimasto molto colpito anche perchè ad un certo punto, mentre Anna e il marito leggevano tra le migliaia di messaggi lasciati sul loro blog, hanno proprio letto quello che gli avevo lasciato io il 30 maggio 2008, che recita testualmente così: “Sei nata bella, intrigante, sensuale, colta e disinibita. La tua colpa più grande? Essere nata in Italia, dove politici come Cuffaro siedono in parlamento senza creare imbarazzo alcuno e tu rimani a casa per via di uno stato papalino e bacchettone.”
Io la farei Ministro dell’istruzione, altro che!
Se un anonimo genio dell’umorismo aggiunge alla scritta “Dio c’è” la frase “…o ce fa?”, trasformando una dichiarazione di fede in una battuta fulminante, se sui giornali di annunci economici c’è gente che vuole acquistare “Fucile da caccia per uso familiare” o che vuole vendere “Bellissimo ciondolo che apparteneva al defunto mio suocero”, non c’è da stupirsi: la realtà è piena di imprese e affermazioni strampalate che fanno sbellicare dal ridere. L’umorismo si annida nei luoghi più inaspettati. Lo si può incontrare sul muro di un bagno (“Ho voglia di fare niente e voglio farlo qua”), nelle parole di un professore (“Leggi forte ma piano”), nei cartelli promozionali dei negozi (“Con 5 euro chiavi a domicilio”) o sull’imballo di una cassaforte (“Fragile”). Ma nessun problema: ovunque ci sia da ridere arriva la più efficiente coppia di autori di stupidari, Pippo Franco e Antonio Di Stefano. Ancora una volta i due hanno setacciato l’Italia in lungo e in largo, collezionando titoli di giornali, annunci di vario genere, strafalcioni di medici, pazienti e farmacisti, papere quotidiane di gente comune, lapsus di professori, il lato comico dei cognomi e i necrologi capaci di strappare un sorriso.
Credo che ormai possono fermarlo solo con un attentato come quello sventato dalla Atf – Bureau of alcohol, tobacco, firearms and explosives – una divisione del dipartimento americano di Giustizia che ha il compito di prevenire reati federali commessi con armi da fuoco o esplosivi e combatte il contrabbando di alcol e tabacco.





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