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Archive for Dicembre 2008

Regalbuto: PDL e simpatizzanti contro Punzi

30 Dicembre 2008 charry 14 commenti

La formula di azzerare la giunta comunale al fine di lasciare fuori il Dott. La Vignera e di riconfermare subito dopo tutti gli assessori, viene letta dai simpatizzanti e dagli iscritti al PDL di Regalbuto,  come una mossa scorretta senza alcuna dignità politica e civile.

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Il Dott. Antonino La Vignera

Il Dott. Antonino La Vignera

“Sembrava una mossa politica intelligente, anche quando era evidente che c’era qualcosa dietro le quinte che scorrettamente doveva essere sistemata. Con questo passaggio si pensava che avrebbero voluto sistemare il famoso equilibrio politico-amministrativo e con una fava prendere due piccioni. Ed invece no, è stata solo una mossa scorretta senza alcuna dignità politica e civile. Si è fatta ancora una volta tutta questa perversa messa in scena al solo scopo d ritirare, in altro modo, la delega ad un solo assessore, ritenuto scomodo e quindi non più gradito. Assessore che invece per molti era la persona giusta al posto giusto. Ed inoltre degno di lode da parte della collettività. Ora il sindaco  non avendo alcun motivo per ritirare tale delega ha escogitato questa dell’azzeramento della giunta. Solo personaggi di un certo livello  morale, senza un briciolo di responsabilità nei confronti della cittadinanza e nei confronti di chi, in buona fede, li ha sostenuti con il proprio voto, potevano escogitare un tale inganno. D’altronde con i risultati che abbiamo visto nell’arco di questa pur ancora breve amministrazione era prevedibile che tutto questo trasformismo doveva essere miserevole. Viste oltretutto le radici in cui affondano le basi politiche di questa amministrazione col padre politico del nostro sindaco e cioè l’ex sindaco Bova“.

Intanto il Sindaco Punzi alle prese con la nomina del successore di La Vignera, pare abbia incassato già due no. 

Il testamento del cardinale Martini

27 Dicembre 2008 charry 22 commenti

Ho ricevuto questo messaggio da parte di Framira, non ho il piacere di conoscerlo  ma credo sia una persona di fede, mi è bastato leggerlo in un intervento presente sul blog, nel post dedicato ad  Andrea Del Guasto. Non conoscevo il pensiero del cardinale Martini e se devo dirla tutta, non mi sono mai dedicato troppo ai “preti” e al loro stato d’anima.  Ho sempre sostenuto che prima di giudicare una persona, se mai ne fossimo all’altezza, bisogna conoscerla. Leggendo l’allegato di Framira, che ringrazio di cuore, mi sono accorto che spesso giudico senza conoscere e sopratutto senza leggere.

Il testamento del cardinale Martini
di Marco Politi in “la Repubblica” del 19 maggio 2008

Da vescovo ha spesso chiesto a Dio: «Perché non ci dai idee migliori? Perché non ci rendi più forti nell’amore e più coraggiosi nell’affrontare i problemi attuali? Perché abbiamo così pochi preti?».
Oggi, entrato in uno stato d’animo crepuscolare, confida di domandare a Dio di non essere lasciato solo. Nell’ultima stagione della sua vita Carlo Maria Martini si confessa ad un confratello austriaco e ne nascono le “Conversazioni notturne a Gerusalemme”, appena editi da Herder in Germania( e da Mondadori in Italia €.17,00), che rappresentano il suo testamento spirituale. Confessa di essere stato anche in conflitto con Dio, elogia Martin Lutero, esorta la Chiesa al coraggio di riformarsi, a non allontanarsi dal Concilio e a non temere di confrontarsi con i giovani. Un vescovo, rammenta, deve saper anche osare, come quando lui andò in carcere a parlare con militanti delle Brigate Rosse «e li ascoltai e pregai per loro e battezzai pure una coppia di gemelli di genitori terroristi, nata durante un processo».
Con padre Georg Sporschill, gesuita anche lui, l’ex arcivescovo di Milano è di una sincerità totale.
Sì, ammette, «ho avuto delle difficoltà con Dio». Non riusciva a capire perché avesse fatto patire suo Figlio in croce. «Persino da vescovo qualche volta non potevo guardare un crocifisso perché l’interrogativo mi tormentava». E neanche la morte riusciva ad accettare. Dio non avrebbe potuto risparmiarla agli uomini dopo quella di Cristo? Poi ha capito. «Senza la morte non potremmo darci totalmente a Dio. Ci terremmo aperte delle uscite di sicurezza». E invece no. Bisogna affidare la propria speranza a Dio e credergli. «Io spero di poter pronunciare nella morte questo sì a Dio».
Però, se potesse parlare con Gesù, Carlo Maria Martini gli chiederebbe «se mi ama nonostante le mie debolezze e i miei errori e se mi viene a prendere nella morte, se mi accoglierà». I discorsi di Gerusalemme sono come un lungo simposio notturno, senza bevande, alimentati soltanto dallo scorrere dei ragionamenti, rassicurati dalle ombre calde di una sera che si prolunga fino all’alba. C’è stato un tempo – racconta – in cui «ho sognato una Chiesa nella povertà e nell’umiltà, che non dipende dalle potenze di questo mondo. Una Chiesa che concede spazio alle gente che pensa più in là. Una Chiesa che da coraggio, specialmente a chi si sente piccolo o peccatore. Una Chiesa giovane. Oggi non ho più di questi sogni. Dopo i settantacinque anni ho deciso di pregare per la Chiesa».
Eppure a ottantun anni il cardinale, grande biblista, non rinuncia a suggerire alla Chiesa di avere coraggio e di osare riforme. È essenziale avere la capacità di andare incontro al futuro. Il celibato, spiega, deve essere una vera vocazione. Forse non tutti hanno il carisma. Affidare ad un parroco sempre più parrocchie o importare preti dall’estero non è una soluzione. «La Chiesa dovrà farsi venire qualche idea. La possibilità di ordinare viri probati (cioè uomini sposati di provata fede, ndr) va discussa». Persino il sacerdozio femminile non lo spaventa.
Ricorda che il Nuovo Testamento conosce le diaconesse. Ammette che il mondo ortodosso è contrario. Ma racconta anche di un suo incontro con il primate anglicano Carey, al tempo in cui la Chiesa anglicana era in tensione per le prime ordinazioni di donne – sacerdote (avversate dal Vaticano). «Gli dissi per fargli coraggio che questa audacia poteva aiutare anche noi a valorizzare di più le donne e a capire come andare avanti».
Sul sesso il cardinale invita i giovani a non sprecare rapporti ed emozioni, imparando a conservare il meglio per l’unione matrimoniale, ma non ha difficoltà a rompere tabù, cristallizzatisi con Paolo VI, Wojtyla e di Ratzinger. «Purtroppo l’enciclica Humanae Vitae ha provocato anche sviluppi negativi. Paolo VI sottrasse consapevolmente il tema ai padri conciliari». Volle assumersi personalmente la responsabilità di decidere sugli anticoncezionali. «Questa solitudine decisionale a lungo termine non è stata una premessa positiva per trattare i temi della sessualità e della famiglia».
A quarant’anni dall’enciclica, dice Martini, si potrebbe dare un «nuovo sguardo» alla materia.
Perché la Bibbia, ricorda, è molto sobria nelle questioni sessuali. Assai netta è soltanto nel condannare chi irrompe, distruggendo, in un matrimonio altrui. Chi dirige la Chiesa, sottolinea, oggi può «indicare una via migliore dell’Humanae Vitae». Il Papa potrebbe scrivere una nuova enciclica. E l’omosessualità? Il porporato ricorda le dure parole della Bibbia, ma rammenta anche le pratiche sessuali degradanti dell’antichità. Poi aggiunge delicatamente: «Tra i miei conoscenti ci sono coppie omosessuali, uomini molto stimati e sociali. Non mi è stato mai domandato né mi sarebbe venuto in mente di condannarli». Troppe volte, soggiunge, la Chiesa si è mostrata insensibile, specie verso i giovani in questa condizione.
C’è un filo rosso che lega i suoi ragionamenti nella quiete di Gerusalemme. I credenti non hanno bisogno di chi instilli loro una cattiva coscienza, hanno bisogno di essere aiutati ad avere una «coscienza sensibile». E vanno stimolati continuamente a pensare, a riflettere.
«Dio non è cattolico», era solita esclamare Madre Teresa. «Non puoi rendere cattolico Dio», scandisce Martini. Certamente gli uomini hanno bisogno di regole e confini, ma Dio è al di là delle frontiere che vengono erette. «Ci servono nella vita, ma non dobbiamo confonderle con Dio, il cui cuore è sempre più largo». Dio non si lascia addomesticare.
Se questa è la prospettiva ci si può rivolgere con spirito più aperto al non credente o al seguace di un’altra religione. Con chi non crede ci si può confrontare sui fondamenti etici, che lo animano. Ed è bello camminare insieme a chi ha una fede diversa.
«Lasciati invitare ad una preghiera con lui – suggerisce con mitezza Martini – portalo una volta ad un tuo rito. Ciò non ti allontanerà dal cristianesimo, approfondirà al contrario il tuo essere cristiano. Non avere paura dell’estraneo».
Per il cardinale la grande sfida geopolitica contemporanea è lo scontro delle civiltà. Conoscono davvero i cristiani il pensiero e i pensieri dei musulmani – si chiede Martini – e come fare per capirsi? Tre sono le indicazioni. Abbattere i pregiudizi e l’immagine del nemico, perché i terroristi non possono davvero fondarsi sul Corano. Studiare le differenze. Infine avvicinarsi nella pratica della giustizia, perché l’Islam in ultima istanza è una religione figlia del cristianesimo così come il cristianesimo è figliato dal giudaismo.
La regola aurea del cristiano – Martini lo ribadisce in questo suo scritto che assomiglia tanto ad un testamento spirituale – è «Ama il tuo prossimo come te stesso». Anzi, spiega con la precisione dello studioso della Bibbia, Gesù dice di più: «Ama il tuo prossimo perché è come te». Da lì sorge l’imperativo a praticare giustizia. È terribile, insiste Martini, invocare magari Dio nella costituzione europea, e poi non essere coerenti nella giustizia. E qui il cardinale di Santa Romana Chiesa tira fuori il Corano e legge la splendida sura seconda. Non si è giusti, se ci si inchina per pregare a oriente o a occidente. Giusto è colui che crede in Allah e nell’Ultimo Giudizio. Giusto è colui che «pieno di amore dona i suoi averi ai parenti, agli orfani, ai poveri e ai pellegrini». Chi fa l’elemosina e riscatta gli incarcerati. «Costui è giusto e veramente timorato di Dio».
Poi torna riflettere sull’Al di là. C’è l’Inferno? Sì. «Eppure ho la speranza che Dio alla fine salvi tutti». E se esistono persone come un Hitler o un assassino che abusa di bambini, allora forse l’immagine del Purgatorio è un segno per dire: «Anche se tu hai prodotto tanto inferno (sulla terra) forse dopo la morte esiste ancora un luogo dove puoi essere guarito».
Non finirebbero mai i discorsi notturni di Gerusalemme. Lo si capisce dall’andamento quieto delle domande e delle risposte. Come onde che si susseguono. Martini nel frattempo è rientrato in Lombardia, fiaccato dal Parkinson. A chi lo ascolta, lascia questo segnale: «Possiamo anche lottare con Dio come Giacobbe, dubitare e dibatterci come Giobbe, rattristarci come Gesù e le sue amiche Marta e Maria. Anche questi sono sentieri che portano a Dio».

Regalbuto: Azzerata la Giunta Comunale

23 Dicembre 2008 charry 54 commenti

La notizia è ormai di dominio pubblico e sembra essere confermata anche da qualche assessore che ha già ricevuto la notifica. Una vigilia di Natale anomala dal punto di vista politico che, ad una settimana esatta dall’incontro pubblico tra il sindaco e la cittadinanza dove è stata presentata la Relazione sullo stato di attuazione del programma e sull’attività svolta dall’Amministrazione Comunale,  si conclude con questa decisione clamorosa. 

Le notizie delle ultime ore parlano di una riconferma di tutti gli assessori tranne uno.  Da chi verrà sostituito? Si profila un ingresso in giunta dell’ UDC al fine di “consolidare” gli equilibri in Consiglio Comunale?

Comune di Regalbuto: Bando per comparse

23 Dicembre 2008 charry 20 commenti

Il Presidente del Consiglio Gianni Meli riferisce quanto segue:

In considerazione del fatto che tutte le sedute del Consiglio Comunale vengono puntualmente disertate dalla cittadinanza;

Al fine di incentivare la presenza di pubblico rumoroso e non, che sia da stimolo per i consiglieri tutti;

Considerato che tra le azioni classificabili nelle aree della formazione  è prevista la formazione per abilitazioni professionali specifiche o per aggiornamento professionale finalizzata al conseguimento di una qualifica o di una specializzazione o all’ottenimento di patenti di mestiere o autorizzazioni per l’esercizio di attività professionali;

Uditi il Sindaco e la Giunta;

delibera di reclutare mediande bando che presto verrà reso pubblico

  1. n° 25 comparse di parte con una buona predisposizione all’applauso;
  2. n° 15 comparse per l’opposizione (non troppo esuberanti);
  3. n° 2 Direttori di sala;
  4. n° 2 Vallette di bella presenza;

Le sopracitate figure verrano retribuite 5 euro lorde l’ora mediante autotassazione dei consiglieri comunali.

Per partecipare all’iniziativa munirsi documento valido,  di certificato di residenza e codice fiscale.

Le iscrizioni scadono il 31/12/2008… affrettatevi ;-)

 

Regalbuto in balia del vento e dell’acqua

22 Dicembre 2008 charry 7 commenti

enelRicordo che la mia nonnina diceva sempre: “A regalbuto quannu piscia a jaddina si ni va a luci”  Siamo nel 2009 e non è cambiato niente. Basta una folata di vento un po più forte del normale e Regalbuto precipita nel black out  ! Basta una semplice pioggerellina e dobbiamo accendere le candele.  Senza contare i danni ad elettrodomenstici, computer e chi più ne ha più ne metta. Sarà che le cabine dell’ ENEL sono vetuste ivi compresi i cavi che pendono indecorosamente dalle nostre facciate, sta di fatto, che troppo spesso ci troviamo al buio. 

Come se non bastasse, in queste ore, siamo per l’ennesima volta senza acqua a causa di una riparazione urgente di Acqua Enna nei pressi di Piazza Vittorio Veneto.  Cosa vogliamo più dalla vita.

Ma perché siamo sempre pronti a protestare su tutto e tutti e non ci diamo una mossa per risolvere questo grave problema che si può definire: Interruzione di pubblico servizio?

Facciamo un appello all’amministrazione comunale e se necessario raccogliamo le firme, affinché l’ENEL non ci tratti come un  paese del terzo mondo.