A PROPOSITO DI LAVORO E DI LAVORATORI…

Il mercato del lavoro, negli ultimi anni, ha subìto notevoli mutamenti con l’introduzione di nuove leggi (flessibilità) che tendono a non riconoscere alle nuove generazioni le tutele riconosciute alle generazioni precedenti.
Per lavoro flessibile si intende il passaggio da un rapporto di lavoro regolato dall’assunzione, con le relative norme che salvaguardano il lavoratore e rendono difficile il suo licenziamento, alla possibilità di instaurare nuove forme di prestazioni d’opera caratterizzate appunto dalla flessibilità. Alcune forme di lavoro flessibile sono: il contratto a tempo determinato in cui il datore di lavoro per adattare meglio la prestazione lavorativa alle sue specifiche esigenze può assumere personale fissando la scadenza del rapporto di lavoro; Il lavoro intermittente, o a chiamata, in cui un lavoratore offre la propria disponibilità a essere chiamato dall’azienda in caso di bisogno; il lavoro ripartito, o a coppia, che prevede la condivisione della prestazione lavorativa da parte di due lavoratori che si spartiscono così la retribuzione; il contratto di somministrazione di lavoro che permette all’azienda di affittare lavoratori presso agenzie specializzate.
Fino a qualche anno fa il rapporto di lavoro era a tempo indeterminato e  la possibilità di assumere a termine rappresentava un’eccezione, era cioè lecito solo in presenza di determinate circostanze espressamente  previste dalla legge. Oggi queste nuove leggi hanno liberalizzato la stipula di questi contratti che, pur rispettando alcune regole e procedure previste dalle leggi stesse, è diventata la regola per le nuove assunzioni. Alla flessibilità non ha fatto seguito una riforma radicale sugli ammortizzatori sociali, tramutando di fatto una situazione di lavoro flessibile in una sorta di precariato a tempo indeterminato. Il lavoro precario crea delle situazioni economiche complicate per i dipendenti con contratti “atipici” che in quanto precari, non sono in grado di poter fornire garanzie reali di un salario nel lungo periodo, lasciandoli in evidente difficoltà nel momento in cui sono costretti a richiedere agli istituti di credito del denaro per l’acquisto della casa. Dovendo le aziende versare minori contributi, i lavoratori precari hanno un accantonamento pensionistico inferiore ai loro colleghi con contratti tipici. Questa situazione, combinata al progressivo invecchiamento dei componenti del nostro paese, ha fatto emergere un dibattito sull’opportunità di integrare le pensioni statali, gestite dall’inps, con un fondo pensione privato il cui rischio ricade totalmente sul sottoscrittore. Il precariato, infine, pone il dipendente in una situazione di debolezza, nella quale, sottoposto al rischio di perdere il lavoro, più difficilmente potrà rivendicare i suoi diritti sia economici che di tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
Tutte queste situazioni insieme alla crisi finanziaria mondiale stanno contribuendo alla diffusione della infelicità, della incertezza, dell’ansia tra i lavoratori e le loro famiglie e soprattutto di una grave crisi economica all’interno delle stesse. Fabbriche ed uffici popolati da persone insoddisfatte e pieni di problemi di sopravvivenza non produrranno che danno, il diritto ad un salario dignitoso non deve essere finalizzata soltanto al profitto ma anche ad assolvere un ruolo sociale. Lavorare con scadenze trimestrali a volte anche settimanali non aiuta né la crescita delle persone né del Paese.
Il futuro dell’Italia è nella sicurezza dei lavoratori, nel loro benessere, nella possibilità di mantenere bene una famiglia e fare studiare i figli.

Vito Cardaci (alias Marabuto)

  1. ZzZ
    5 Luglio 2009 alle 16:09 | #1

    Caro Vito,
    posso solo rispondere con un mio fermo convincimento dettato dal buon senso e dall’oggetività spero:
    “Non può esistere impresa senza lavoratori, non possono esistere lavoratori senza impresa”
    Purtroppo alcuni imprenditori e lavoratori regalbutesi non hanno ancora maturato questo banale concetto e si è arrivati a questo punto drammatico di rottura.
    Chi ci ha guadagnato in tutto ciò? L’impresa? Non credo! I lavoratori? Non di certo! Siete due facce della stessa medaglia che sta andando in malora portando con se aspettative, futuro, vita di molti Regalbutesi.
    Caro Vito, vi esorto a tornare al dialogo, a difendervi l’un l’altro impresa e lavoratori, a sostenere sopratutto la comune esigenza di quieto vivere; abbandonate gli sciacalli che speculano e campano sulle disgrazie dei lavoratori e delle imprese – ce ne sono molti, troppi ed in questi anni hanno prodotto più danni che altro, tantè che ci ritroviamo a questo punto – difendete entrambi ciò che avete costruito negli anni mostrando maturità e buon senso, per il bene vostro, dei vosrti figli, per il loro futuro.
    Un saluto affettuoso ed un grosso in bocca al lupo.

  2. BABBAZZU SII
    5 Luglio 2009 alle 16:58 | #2

    un articolo sul lavoro scritto da te, è uguale ad un articolo sulla legalità da parte di Berlusconi.
    FAI RIDERE I POLLI CARO CARRINO. E FAI RIDERE ANCHE LE RONDINI.
    HAHAHAHHAHAHAH

    VO CACA O SCURO

    • 5 Luglio 2009 alle 17:03 | #3

      e tu hai fatto ridere l’intero blog… quel Vito Cardaci non sono io. Aziona il cervello prima di scrivere e sopratutto: LEGGI!!

  3. giuseppe
    6 Luglio 2009 alle 10:26 | #4

    Caro Vito C. M. hai scritto senza dubbio un bell’articolo, avresti potuto aggiungere anche qualcosa che riguarda nello specifico l’Azienda presso cui ai lavorato per tanti anni con diritti approssimati, e con doveri esosi.

    A proposito di quello che hai scritto, quello che va bene in altre Nazioni e Regioni non va bene per la nostra benedetta-maledetta Sicilia.

    Il lavoro flessibile teoricamente presenta vantaggi sia per il datore di lavoro che per i lavoratori. Ma prima ancora di pensare di introdurre il lavoro flessibile si deve necessariamente pensare agli ammortizzatori sociali, che devono riempire i periodi di passaggio del lavoratore da una ditta ad un’altra, o la formazione per essere adibiti ad altre mansioni. E devono regolare i contributi previdenziali. Senza ciò parlare di lavoro flessibile vuol dire ridurre la classe operaia a zimbello dei padroni, e ciò dopo tutte le lotte sindacali e tutti i morti sul campo sarebbe ed è una cosa scellerata.

    Per quanto riguarda l’Azienda Francis, che per definizione come impresa dovrebbe essere “un complesso di interdipendenze tra beni e persone che operano scambiando con l’esterno conoscenza e produzione e perseguendo un comune obiettivo consistente nella produzione di valore” (Wikipedia), penso che gli obiettivi siano altri.

    Gli obiettivi sembra siano avere ricevuto e continuare a ricevere contributi dallo stato, in aiuto alle aziende per creare lavoro, incamerarli, licenziare tutti i lavoratori, trasformare magari l’azienda, non tenere conto dei lavoratori “non schiavi” precedenti e riassumerne di nuovi con contratti da fame.

    Spero, anche se non ci credo, visto il governo che abbiamo, che l’interpellanza del Senatore Crisafulli possa sortire qualche novità, per accertare le vere intenzioni dell’Azienda, e se l’Azienda dopo avere ricevuto aiuto dallo Stato possa liberarsi dei lavoratori senza avere delle conseguenze finanziarie che la possano costringere a restituire il mal tolto, perché di questo si tratta, o a imporgli di includere voi ex dipendenti nelle possibili attività future.

    In culo alla balena.

  4. 7 Luglio 2009 alle 11:00 | #5

    In questi giorni sono fuori sede e non mi è possibile approvare i messaggi con la stessa tempestività di sempre.

    Grazie per la collaborazione

  5. 7 Luglio 2009 alle 11:12 | #6

    Operai Francis occupano la sala consiliare a Regalbuto

    Regalbuto. Avevano manifestato venerdì presso la Prefettura di Enna, oggi hanno occupato pacificamente la Sala Consiliare del Comune. Sono gli operai delle cinque aziende del Gruppo Francis, che sono in sciopero a tempo indeterminato da venerdì, e che non percepiscono lo stipendio da tre mesi.
    “Vorremmo che il nostro primo cittadino svolgesse il ruolo di mediatore in questa trattativa per convincere l’azienda ad evitare la chiusura” – ci ha detto Vincenzo Sinagra, rappresentante dei lavoratori FILCEM-CGIL – “Per questo oggi abbiamo occupato simbolicamente la Sala Consiliare”. Le cinque aziende, che occupano circa 70 persone, chiuderanno i battenti il 16 agosto. “Abbiamo continuato a lavorare nonostante il mancato pagamento degli stipendi” – ha continuato Sinagra – “Ma adesso si rischia la chiusura definitiva e vogliamo fare quanto possibile per cercare di evitarla”.
    Intanto da parte del Consigliere del Pd Paolo Buscemi è stato richiesta la convocazione straordinaria del Consiglio provinciale. Il senatore Crisafulli quanto prima presenterà una interrogazione al Ministro del Lavoro, altra interrogazione all’Ars da parte dei deputati Elio galvagno e Salvatore Termine.

    fonte: Vivienna.it

    NON VI FERMATE RAGAZZI!!

  6. 12 Luglio 2009 alle 17:30 | #7

    L’unico risultato della riforma dei contratti di lavoro negli ultimi 10 anni è stata, come ha ricordato Vito nel suo articolo, la precarietà.
    La mia generazione si è presa in pieno questi cambiamenti è stata investita dalla precarietà, che ha cancellato tutte le certezze che esistevano fino alla nostra adolescenza.
    La vita dei giovani di oggi per la prima volta dal dopoguerra è peggiore di quella dei loro padri.
    A causa dello scellerato uso della precarietà si è snaturato il senso stesso del lavoro.
    Il lavoro è la massima espressione della dignità dell’uomo, perchè attraverso il lavoro l’uomo acquisisce un posto all’interno della società e contribuisce allo sviluppo proprio e contemporaneamente allo sviluppo dell’intera società.
    Purtroppo per noi giovani oggi il lavoro è solo un’insieme di occasioni perdute, di situazioni umilianti e fonte di eterna incertezza.
    Molti si chiedono perchè la mia generazione sia incerta e restia a lasciare casa dei genitori.
    E fatelo voi! Con la precarietà non si va da nessuna parte, non si ha futuro e nemmeno presente.
    Il lavoro non è più dignità, è fonte di incertezza.
    Mentre una volta si studiava per migliorare la propria condizione ed entrare nel mondo del lavoro più preparati, oggi studiare non serve più a niente. Hanno tolto al lavoro il suo valore.
    I giovani sono gettati in un calderone informe e si trovano due mesi a fare gli office manager e due mesi in un call center.
    Non è questione di mancanza di adattamento, ma come si pretende che il lavoro sia di qualità e altamente specializzato se quello stesso lavoro non diventa fonte della tua vita e della tua dignità?
    Il lavoro è diventato ricatto, è diventato umiliazione, è diventato strumento di sfruttamento.
    Questo ha tolto dignità alla nostra società.

  7. giusy
    13 Luglio 2009 alle 16:53 | #8

    oggi ognuno di noi operai ha ricevuto la letterina x l’esattezza i restanti42 operai l’hanno ricevuta.il postino consegnandomela mi ha detto sconvolto..”oggi giornata di lutto”,ho preso la mia lettera sorridendogli rassegnata,senza dire niente.mi dispiace tanto..questo lavoro mi piaceva e mi ci sono dedicata col cuore. quando andai dal sig.saitta x il colloquio gli raccontai un pò la mia storia e lui mi disse che avevo bisogno di un opportunità..avevo bisogno di una seconda occasione..avevo bisogno di vivere di nuovo. fu di parola,mi prese a lavorare il giorno dopo.e la voglia di vivere mi era ritornata davvero.stare a contatto con gente,tenere la mente concentrata sul lavoro e percepire uno stipendio(anche se poco)mi hanno fatto diventare più sicura di me.inoltre ho pure trovato l’amore alla tecno jacket…sono stati 2 anni e mezzo bellissimi. peccato che adesso tutto debba finire così.il sig saitta x un po mi ha regalato la serenità di cui avevo bisogno e adesso ha deciso di togliermela…che dire…lui può tutto!

  8. disoccupato
    13 Luglio 2009 alle 18:48 | #9

    Cara Giusy, io mi sarei preoccupato solo se a licenziarmi, fosse stato il dottore…….
    Comunque, se domani a Enna sarà un nulla di fatto, il prossimo passo sarà andare dal magistrato a toglierci qualche sassolino dalle scarpe……… e io le ho piene!!!!!!!!!!
    Il bello x lui viene ora………
    ciaooo

  9. Un’altra perestroika
    14 Luglio 2009 alle 10:56 | #10

    Manifesto la mia solidarietà ai dipendenti del gruppo Francis.
    Secondo me però in una cosa stanno sbagliando.
    Sono troppo istituzionalizzati. Ci vorrebbe una protesta eclatante, come ad esempio riempire dormire sotto il Comune in tenta tutti e 70 e far riprendere tutto dalle televisioni! Solo una malafiura di questo tipo può far muovere le acque e far si che anche i signori di centro destra diano una mano! Non mollate!

  10. giusy
    14 Luglio 2009 alle 15:51 | #11

    stiamo ritornando proprio adesso da enna..la riunione è iniziata alla 10 e finita alle 13.30. ringrazio la gente che ci ha dato solidarietà e affetto.la FRANCIS CHIUDE…credo che i sassolini dalle scarpe se li sia tolti saitta.lo sconforto è generale,siamo stati uniti,ci abbiamo provato…è così tanta l’amarezza che sento in questo mom che nn riesco a esprimere un bel niente..grazie ancora a tutti.

  11. Chi non lo conosceva, adesso sa…
    16 Luglio 2009 alle 01:29 | #12

    Ringraziando le istituzioni che ci hanno sostenuto, direi che siamo arrivati. L’amico nostro a Enna ha dato solo i numeri confermando fino in fondo che razza é…… Alla visione del sindaco si è permesso pure di dire “Macari du minchia do sinnicu cè?! E chi minchia voli!!!!! ” Io spero che, mentre la giustizia terrena è lenta nel suo cammino, almeno quella divina prendi il sopravvento.
    ciao

  12. SD
    16 Luglio 2009 alle 11:47 | #13

    mi dispiace moltissimo per gli operai, ma è da anni che era prevedibile una tale conclusione, l’unica cosa che mi sento di rimproverargli che in passato quando era coinvolta sola una parte dei lavoratori, molti si sono voltati pensando solo al loro interesse avendo una visione molto corta e non considerando il personaggio e che prima poi avrebbe riguardato anche loro. X il resto l’individuo che non definirei mai un imprenditore potrebbe avere da me un regalo, l’inferno di dante così magari riesce a individuare dove la giustizia divina sicuramente lo collocherà, lì con i soldi sicuramente non può scegliere il girone e nemmeno può pagarsi il trasporto di caronte.
    La giustizia terrena si vedrà

    ***Modificato dall’aministratore***

  13. Quello che faceva Sheva
    16 Luglio 2009 alle 16:01 | #14

    Io lavoro per questo gruppo da ormai quasi due decenni e mio padre ancora di più. Mi ero promesso che non avrei mai detto la mia su questi fatti visto che cercavo di ricoprire un ruolo imparziale su Terra di Mezzo.

    Ma visto che ho deciso o hanno deciso meglio dire che quel ruolo da joker non serviva più, dico la mia sui fatti francis e sarò molto breve e riassuntivo come è di mia abitudine:

    AMICI, COMPAGNI E COLLEGHI, LE ABBIAMO PROVATE TUTTE E NE STIAMO PROVANDO DI NUOVE, MA SE QUESTI FATTI DI INGIUSTIZIA E ABUSO DI POTERE NON RAGGIUNGONO I MEDIA NAZIONALI NON SI RISOLVERA’ MAI NULLA. CONTINUEREMO, INVECCHIEREMO E MORIREMO Lì DENTRO.

    Quello che faceva Sheva

  14. Chi non lo conosceva, adesso sa…
    16 Luglio 2009 alle 17:39 | #15

    Personalmente io per il 50% sono avvilito e rassegato, ma per la restante parte sono strafelice che il gruppo francis sia crollato…….
    vi spiego il perché:
    Io ho perso solo il posto di lavoro, ma i soci di minoranza del gruppo cosa hanno perso?
    Ve lo dico io, oltre ai soldi hanno perso pure la dignità, sono sempre rimasti impassibili nell’indifferenza piu’ assoluta alle decisioni e le malefatte del maggior azionista lo hanno sempre assecondato e lasciato fare, io imputo il tracollo francis propio a loro che non hanno mai saputo o voluto mettere un freno, inoltre li ritengo ancora più meschini di lui.
    Io spero arrivati a questo punto, che almeno completi l’opera mandandoli come si suol dire, con una pezza davanti e una di dietro. E se un giorno gli chiederà di portargli anche le propie mogli, sono convinto che lo faranno, perché definirli quaquaraquà è poco.
    Un saluto

  15. 19 Luglio 2009 alle 19:29 | #16

    Già…Come dicevo spesso agli operai, ma gli altri soci che cavolo fanno? Mah…

  1. No trackbacks yet.