Archivio

Archivio dell'autore

La pausa pranzo: Un rito che blocca tutta l’Italia

23 Novembre 2009 charry 1 commento

Premio speciale della giuria come miglior  del mese al ministro Gianfranco Rotondi, l’ultimo in ordine di tempo a spararsi la minkiata del giorno.  “La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata.  Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia”

Ebbene si, caro ministro, nemmeno a noi  piace più la ritualità mafiosa di essere governati da pluripregiudicati, da nani e da sostitute da letto. Bloccano tutta l’italia e ci siamo rotti le palle!! La vostra lurida missione è quella si salvare il culo al premier? Bene, ma non rompete i coglioni!!!  Ci siamo stancati di Brunetta che protegge i dirigenti, i superstipendiati, i burocrati e inveisce contro i lavoratori che soparavvivono con 900 sporchi euro al mese. Ci siamo stancati di parlamentari come STANCA che fanno  il doppio lavoro con il doppio stipendio assentandosi per il 95,78 per cento delle votazioni.  SPRECONI DI DANARO PUBBLICO!!!

Si ministro Rotondi, le nostre palle sono tonde al punto giusto. Chiuda il becco e se non vuole fare la pausa pranzo, tra una cazzata e l’altra, si faccia una Fiesta (quella che tenta tre volte tanto) …ammesso che il suo capo la inviti…

A Regalbuto ci siamo arrivati molto prima :-)

22 Novembre 2009 charry 2 commenti

Il controllo delle strade con militari, carabinieri, poliziotti, truppe antisommossa, finanzieri, vigili, guardie municipali, guardie private, camionette, mitra, giubbotti anti proiettili, manganelli, caschi e le indimenticabili ronde non riesce più a garantire la sicurezza del cittadino. La Regione Lombardia è corsa ai ripari. L’assessore del Pdl Stefano Maullu ha introdotto il controllo del vicinato. A Milano, associazioni e amministratori di condominio potranno indicare eventuali sospetti alle forze dell’ordine. Saranno istituite: “Zone di Controllo del Vicinato” con appositi cartelli stradali.  Si potrà finalmente mandare in galera il vicino di casa: il sogno di tutti gli italiani.

A Regalbuto ci siamo arrivati molto prima,

Invidie e cuttigghiu sono le vere ronde armate.

Per la serie: “Mi mannassi in galera cu tutti i scarpi” :D

Si è uccisa Brenda la trans di Marrazzo?

20 Novembre 2009 charry 2 commenti

La transessuale brasiliana coinvolta nel caso che ha portato alle dimissioni dell’ex presidente della Regione Piero Marrazzo, è stata trovata senza vita nel suo appartamento carbonizzata. Era in queste condizioni nel suo appartamento in via Due Ponti, a Roma, si apprende da fonti investigative sul posto gli agenti della polizia scientifica. Secondo le prime testimonianze, accanto al cadavere c’era una bottiglia di whisky. Ma le sue colleghe avrebbero riferito che ieri sera Brenda era sobria anche se molto giù di morale: avrebbe detto loro che non ce la faceva più ad andare avanti. Un particolare significativo: nel suo appartamento sono stata trovate delle valigie pronte. Forse si preparava a lasciare Roma e l’Italia.

La morte sarebbe avvenuta in seguito ad un incendio. La vittima sarebbe stata identificata grazie alle dichiarazioni di una persona accorsa sul posto che ha dato anche l’allarme ai vigili del fuoco. Il rogo si è sviluppato in un locale seminterrato. La procura di Roma ha disposto i rilievi del medico legale, si sta procedendo agli accertamenti e ai rilievi della polizia scientifica. I vigili del fuoco della capitale sono stati chiamati per un incendio che si stava sviluppando all’interno delle cantine di una palazzina in via Due Ponti alle alle 4:16 della notte scorsa. Arrivati sul posto alle 4:33 i hanno trovato il corpo della viado ormai carbonizzato all’interno del suo appartamento. Immediato l’intervento della polizia scientifica.

La transessuale brasiliana coinvolta nel caso che ha portato alle dimissioni dell’ex presidente della Regione Piero Marrazzo per i rapporti che avrebbe intrattenuto con lui, era stata ascoltata in procura a Roma, come testimone, nell’ambito dell’ inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell’ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso. L’audizione del viado svolta di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli doveva chiarire tra l’altro, la questione dell’esistenza di un secondo video in cui apparirebbe Marrazzo e del quale hanno fatto cenno alcuni transessuali. Pochi giorni dopo, il 9 novembre, Brenda era rimasta coinvolta in una rissa dalla quale era uscita con ferite al volto. Era stata fermata dai carabinieri in via Biroli, sulla via Cassia. I militari in quell’occasione dovettero difendersi perché la trans dava in escandescenza. In quell’occasione gli era stato anche rubato il telefono cellulare.

Vladimir Luxuria. “Brenda non si è suicidata,  poteva essere vista come una persona troppo scomoda”. Così si è espressa Luxuria, la prima parlamentare italiana transgender, commentando la morte di Brenda. “Nella giornata del Transgender day of Remember in ricordo di tutte le vittime trans della violenza – spiega Luxuria – viene trovato il corpo carbonizzato di Brenda. Io ho sentito le prime dichiarazioni che parlano di suicidio e del fatto che lei avrebbe mostrato l’intenzione di suicidarsi. Confido nelle indagini – prosegue Luxuria – tuttavia so in cuor mio che di suicidio non si è trattato, perchè sono successe troppe cose che mi lasciano perplessa sulla casualità. Pochi giorni fa era stata picchiata, le hanno sottratto il cellulare con tutti i numeri e i messaggi – sottolinea Luxuria – Mi viene il sospetto che probabilmente qualcuno sapeva che Brenda sapeva. Forse c’era qualche altro nome di politico importante che Brenda frequentava”.

Fonte: Repubblica.it

Regalbuto: Operazione trasparenza by Brunetta

17 Novembre 2009 charry 3 commenti

Il sito web del Comune di Regalbuto, modello di trasparenza e quindi di legalità, dal 1 Gennaio 2008 pubblica per estratto tutti gli atti deliberativi adottati dalla Giunta e dal Consiglio, nonche’ le determinazioni sindacali e dirigenziali.

Renato Brunetta, quello delle elite di merda di sinistra, ma anche campione di assenze al Parlamento Europeo, definito da Massimo D’Alema “energumeno tascabile”, si è vantato spesso dei miracoli della sua riforma, tra cui addirittura il giuramento di lealtà alle istituzioni, pena il licenziamento.

Ridicolo, tutti abbiamo fatto il giuramento quando siamo stati assunti. Il mio Padrino è stato il Grande Saro “Mulinciana” davanti all’ allora segretario Comunale Saccone Giuseppe.

Se andiamo a vedere però la fantomatica rivoluzione Brunetta, vediamo che oltre all’arrosto, non c’è manco il fumo (e non è una novità). C’è solo la solita tendenza della destra a fare la voce grossa con i deboli e farsi piccoli piccoli (il ministro in questo è avvantaggiato) con i forti.

Ciò che emerge, infatti, è che le trattenute sullo stipendio per malattia saranno applicate solo ai dipendenti. Ai dirigenti, invece, tutto come prima.

Nel gennaio 2009, un chiarimento del ministero dell’Economia ha definito trattamento economico fondamentale per i dirigenti non solo lo stipendio tabellare (come per tutti i dipendenti), ma anche:

· retribuzione di posizione parte fissa;

· tredicesima mensilità;

· retribuzione individuale di anzianità, ove acquisita;

· eventuali assegni ad personam;

· retribuzione di risultato, nella misura in cui l’attività svolta risulti, comunque, valutabile a tal fine.

Immediatamente sono scattate le conseguenti disposizioni interne che hanno dato disposizioni alle direzioni del bilancio, con effetto retroattivo dal 26 giugno 2008, ad effettuare il recupero delle somme sottratte ai dirigenti che si fossero nel frattempo assentati per malattia.  (poverini)

Questo sistema di auto-tutela, ennesima violazione dell’art. 3 della Costituzione (oramai ci siamo abituati) preserva dai danni una categoria già privilegiata dalla storia e dalle recenti norme adottate da questa legislatura (fatevi un giro tra i dati delle retribuzioni dei dipendenti e quelle dei loro dirigenti).

Anzi, avanzo una proposta di GRANDE TRASPARENZAInvito il Comune di Regalbuto a mettere on line  Nome e Cognome dei Dipendenti, dei Dirigenti e le rispettive retribuzioni, ivi comprese missioni speciali e incarichi a scavalco… vediamo cosa ne pensano i nostri cittadini??

Insomma, come al solito, quando a tirar la cinghia dovremmo essere tutti, a farlo sono sempre i lavoratori, mentre ai vertici c’è sempre quella classe dirigente che non vuole mollare un’oncia delle proprie ricchezze e dei propri privilegi.

E’ proprio vero:  Chi lavora crea ricchezza, chi fa politica realizza sprechi!!

Più PIL per tutti

La prescrizione breve: di Ferdinando Imposimato

13 Novembre 2009 charry 3 commenti

La prescrizione breve

di Ferdinando Imposimato [13/11/1009]

Ferinando Imposimato

La legge sulla prescrizione breve apparentemente tende a realizzare il principio della ragionevole durata del processo penale, in attuazione dell’art 111 della Costituzione.
Ma così non è.
Essa non accelera i tempi del processo: non è prevista alcuna riforma organizzativa o legislativa, come una nuova distribuzione territoriale dei Tribunali (che risale a 150 anni fa), il loro potenziamento con cancellieri e segretari, la eliminazione degli uffici inutili, lo snellimento delle notifiche.
La legge, invece, avvantaggia i delinquenti più pericolosi e punisce i più deboli.
Ledendo il principio di legalità (art 25 Cost) e di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge (art 3 Cost); sicchè, con il pretesto di abbreviare i tempi del processo, la legge crea una specie di impunità per i responsabili di delitti gravissimi.
Essa prevede, infatti, la estinzione dei reati – prescrizione- puniti con una pena fino a 10 anni, se uno dei tre gradi del processo durerà più di due anni. Siccome per quasi tutti i reati di corruzione e le truffe colossali in danno dei risparmiatori,- i bond Cirio e i titoli argentini, con miliardi di euro bruciati, le bancarotte, il riciclaggio e il falso in bilancio-, le istruttorie dibattimentali sono lunghe e complesse coinvolgendo paesi stranieri, rifugio dei soldi sporchi, i due anni di un grado del processo saranno sempre superati.
E si estingueranno i processi Mills e Mediaset contro il premier. E le frodi Parmalat e Cirio contro squali della finanza e politici corrotti. Non solo.
Saranno prescritti gli omicidi colposi commessi da criminali imprenditori ai danni di migliaia di operai morti per amianto (Eternit) o violazione delle norme sulla sicurezza (Thyssen). Per colmo dei colmi, non beneficeranno della legge gli immigrati clandestini- come ha chiesto la lega- e i recidivi; sicchè i condannati per un furto al supermercato saranno processati e puniti, mentre corrotti e corruttori, peculatori di pubblico denaro per milioni di euro, speculatori selvaggi, devastatori dell’ambiente e truffatori internazionali si salveranno. E continueranno a delinquere.

La legge è coerente con una politica criminogena fondata sulla depenalizzazione dei falsi dei bilanci, sulla legittimazione dei fondi neri, sui condoni, sulle evasioni fiscali, sulla legge ex Cirielli che prevedeva la prescrizione breve di delitti gravissimi.

Il disegno di legge sulla prescrizione dovrebbe essere censurata dal Capo dello Stato per palese incostituzionalità. Essa, inoltre, è emanata in una situazione di grave e intollerabile conflitto di interessi in cui versa il premier, che mira non al bene comune ma al proprio interesse personale. Una legge sul conflitto di interessi che il presidente della Repubblica, come garante della Costituzione, e l’opposizione, organo della sovranità popolare, devono perseguire costantemente.