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Regalbuto: Comunicato dei lavoratori del Gruppo FRANCIS

20 Ottobre 2009 charry 10 commenti
Comunicato dei lavoratori del Gruppo FRANCIS
Con il seguente, i lavoratori del gruppo FRANCIS vogliono formalmente ringraziare il Signor Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale, i Deputati  naz-reg, il Senatore,  il Presidente della prov-reg. di Enna e il Consiglio Provinciale. Per tutte le iniziative poste in essere, e per la solidarietà espressaci in questa grave situazione. Un sentito ringraziamento va in particolare a Sua Eccellenza il Prefetto di Enna: per averci prontamente ricevuti al primo sit-in di protesta;  e  al Presidente del Consiglio Comunale ed al Consigliere che materialmente ci hanno accompagnato all’incontro con l’Assessore Regionale. Naturalmente in noi lavoratori prevale oggi un sentimento di profonda amarezza nel constatare che pur con l’interessamento delle Istituzioni, ci sono state proposte solo soluzioni penalizzanti.  E’ chiaro che le nostre aspettative erano altre anche perché queste soluzioni erano già state a noi proposte dall’ azienda fin dal 2006. L’Azienda voleva poter avere via libera dal Sindacato del riconoscimento di “Azienda stagionale” per sette mesi di lavoro e cinque di disoccupazione e con riassunzione di volta in volta a tempo determinato e solo per un numero di disponibilità a sua discrezione. Noi lavoratori abbiamo  chiesto il Vostro intervento in quanto l’Azienda è passata direttamente alla mobilità cioè al licenziamento senza attuare le forme di ammortizzatori sociali quali la c.i.g.o. e la c.i.g.s. formule non più utilizzabili, visto il trascorrere invano del tempo.  Le suddette  soluzioni sarebbero state per l’azienda meno onerose rispetto al passaggio diretto alla mobilità in un momento in cui l’azienda stessa lamenta, oltretutto, una crisi di liquidità. Molte aziende del nostro settore, che probabilmente non  hanno avuto la possibilità di irrobustire il loro patrimonio immobiliare con finanziamenti pubblici hanno chiuso,  questo permetterebbe alla nostra azienda, alla fine della crisi, di ritrovarsi con meno concorrenza nel mercato. Infatti le aziende del gruppo hanno richiesto e ricevuto dei contributi con la legge 488/92 per circa dieci miliardi delle vecchie lire come si evince dall’ 8° bando ordinario regione Sicilia del 2000 e dall’ 11° bando ordinario del 2001. Con questi contributi sono stati costruiti due edifici di enorme grandezza come sito delle varie aziende. Tutto ciò ha incentivato un formidabile indotto lavorativo, non solo con i lavoratori direttamente occupati in fabbrica ma garantendo  un’importante valvola occupazionale per le imprese ed i lavoratori del comparto edilizio interessati per la realizzazione delle sopracitate opere infrastrutturali. Ma non appena sono scaduti i termini dei vincoli imposti dalla legge  l’azienda ha cominciato a far ricorso alla mobilità e quindi a licenziare, chiudendo la produzione e dedicantosi esclusivamente alla commercializzazione, infatti nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio c.a. i container provenienti dalla Cina sono stati innumerevoli riempiendo i nostri magazzini. Per questo possiamo affermare che    sino ad oggi le ripercussioni della paventata crisi dell’azienda sono  stati subìti solo dai lavoratori con l’aggravio della mancata corresponsione degli stipendi nei termini stabiliti. L’azienda a nostro modesto parere non si è mai attrezzata con un nuovo piano industriale di rilancio, per affrontare questa crisi. Ma come si evince dall’ultimo verbale della riunione svoltasi all’ufficio provinciale del lavoro il 14 luglio 2009, il legale rappresentante dell’azienda si è premurato solo di incontrare informalmente gli organi competenti per il rilascio della c.i.g. adducendo che non si prefiguravano le condizioni per l’accoglimento degli ammortizzatori sociali. A questo punto risulta chiaro che la chiusura degli stabilimenti era premeditata e un obiettivo da raggiungere. Ma se tutto ciò poteva essere il cinico disegno strategico di un’azienda, certamente è un pericolo grave da scongiurare assolutamente perché metterebbe in gravissime difficoltà economiche non solo i lavoratori licenziati e le loro famiglie, ma l’intera collettività regalbutese assestando un duro colpo al comparto artigianale e commerciale già duramente provato dalla grave crisi congiunturale in corso. Più volte,  per accendere i riflettori in merito a questa vicenda, presi dallo sconforto, siamo stati tentati di compiere gesti estremi e plateali, ma  per un solo momento vi invitiamo a riflettere se è possibile togliere ai propri figli il pane e la serenità emotiva nel vedere il proprio genitore perdere la dignità di uomo e di lavoratore. Quindi  l’alto senso di responsabilità e il profondo attaccamento alle Istituzioni ci ha portati a prediligere la via della concertazione. Considerato il fatto però che precedenti inviti formali di dialogo tra noi lavoratori e l’azienda sono risultati invani come da precedenti comunicazioni a Vostra conoscenza ci rivolgiamo ancora una volta a Voi classe dirigente, affinché possiate essere solerti nel costituire: Un  tavolo tecnico con la presenza di tutte le parti interessate per individuare ed attuare tutte le iniziative necessarie per risolvere questa vertenza.
I lavoratori del gruppo FRANCIS

Comunicato dei lavoratori del Gruppo FRANCIS

fissoCon il seguente, i lavoratori del gruppo FRANCIS vogliono formalmente ringraziare il Signor Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale, i Deputati  naz-reg, il Senatore,  il Presidente della prov-reg. di Enna e il Consiglio Provinciale. Per tutte le iniziative poste in essere, e per la solidarietà espressaci in questa grave situazione. Un sentito ringraziamento va in particolare a Sua Eccellenza il Prefetto di Enna: per averci prontamente ricevuti al primo sit-in di protesta;  e  al Presidente del Consiglio Comunale ed al Consigliere che materialmente ci hanno accompagnato all’incontro con l’Assessore Regionale. Naturalmente in noi lavoratori prevale oggi un sentimento di profonda amarezza nel constatare che pur con l’interessamento delle Istituzioni, ci sono state proposte solo soluzioni penalizzanti.  E’ chiaro che le nostre aspettative erano altre anche perché queste soluzioni erano già state a noi proposte dall’ azienda fin dal 2006. L’Azienda voleva poter avere via libera dal Sindacato del riconoscimento di “Azienda stagionale” per sette mesi di lavoro e cinque di disoccupazione e con riassunzione di volta in volta a tempo determinato e solo per un numero di disponibilità a sua discrezione. Noi lavoratori abbiamo  chiesto il Vostro intervento in quanto l’Azienda è passata direttamente alla mobilità cioè al licenziamento senza attuare le forme di ammortizzatori sociali quali la c.i.g.o. e la c.i.g.s. formule non più utilizzabili, visto il trascorrere invano del tempo.  Le suddette  soluzioni sarebbero state per l’azienda meno onerose rispetto al passaggio diretto alla mobilità in un momento in cui l’azienda stessa lamenta, oltretutto, una crisi di liquidità. Molte aziende del nostro settore, che probabilmente non  hanno avuto la possibilità di irrobustire il loro patrimonio immobiliare con finanziamenti pubblici hanno chiuso,  questo permetterebbe alla nostra azienda, alla fine della crisi, di ritrovarsi con meno concorrenza nel mercato. Infatti le aziende del gruppo hanno richiesto e ricevuto dei contributi con la legge 488/92 per circa dieci miliardi delle vecchie lire come si evince dall’ 8° bando ordinario regione Sicilia del 2000 e dall’ 11° bando ordinario del 2001. Con questi contributi sono stati costruiti due edifici di enorme grandezza come sito delle varie aziende. Tutto ciò ha incentivato un formidabile indotto lavorativo, non solo con i lavoratori direttamente occupati in fabbrica ma garantendo  un’importante valvola occupazionale per le imprese ed i lavoratori del comparto edilizio interessati per la realizzazione delle sopracitate opere infrastrutturali. Ma non appena sono scaduti i termini dei vincoli imposti dalla legge  l’azienda ha cominciato a far ricorso alla mobilità e quindi a licenziare, chiudendo la produzione e dedicantosi esclusivamente alla commercializzazione, infatti nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio c.a. i container provenienti dalla Cina sono stati innumerevoli riempiendo i nostri magazzini. Per questo possiamo affermare che    sino ad oggi le ripercussioni della paventata crisi dell’azienda sono  stati subìti solo dai lavoratori con l’aggravio della mancata corresponsione degli stipendi nei termini stabiliti. L’azienda a nostro modesto parere non si è mai attrezzata con un nuovo piano industriale di rilancio, per affrontare questa crisi. Ma come si evince dall’ultimo verbale della riunione svoltasi all’ufficio provinciale del lavoro il 14 luglio 2009, il legale rappresentante dell’azienda si è premurato solo di incontrare informalmente gli organi competenti per il rilascio della c.i.g. adducendo che non si prefiguravano le condizioni per l’accoglimento degli ammortizzatori sociali. A questo punto risulta chiaro che la chiusura degli stabilimenti era premeditata e un obiettivo da raggiungere. Ma se tutto ciò poteva essere il cinico disegno strategico di un’azienda, certamente è un pericolo grave da scongiurare assolutamente perché metterebbe in gravissime difficoltà economiche non solo i lavoratori licenziati e le loro famiglie, ma l’intera collettività regalbutese assestando un duro colpo al comparto artigianale e commerciale già duramente provato dalla grave crisi congiunturale in corso. Più volte,  per accendere i riflettori in merito a questa vicenda, presi dallo sconforto, siamo stati tentati di compiere gesti estremi e plateali, ma  per un solo momento vi invitiamo a riflettere se è possibile togliere ai propri figli il pane e la serenità emotiva nel vedere il proprio genitore perdere la dignità di uomo e di lavoratore. Quindi  l’alto senso di responsabilità e il profondo attaccamento alle Istituzioni ci ha portati a prediligere la via della concertazione. Considerato il fatto però che precedenti inviti formali di dialogo tra noi lavoratori e l’azienda sono risultati invani come da precedenti comunicazioni a Vostra conoscenza ci rivolgiamo ancora una volta a Voi classe dirigente, affinché possiate essere solerti nel costituire: Un  tavolo tecnico con la presenza di tutte le parti interessate per individuare ed attuare tutte le iniziative necessarie per risolvere questa vertenza.

I lavoratori del gruppo FRANCIS

Regalbuto: Aiutateci ad aiutare

14 Ottobre 2009 charry Lascia un commento

AIUTATECI AD AIUTARE. La Solidarità non ha odore, sapore e sopratutto colore. E’ partita da qualche giorno la RACCOLTA di BENI di prima necessità, ALIMENTI a lunga scadenza, INDUMENTI, materiale scolastico da consegnare presso il CENTRO DI RACCOLTA presso LA PROLOCO DI REGALBUTO in Via G.F. Ingrassia n. 114 . Fino a giorno 25 ottobre, quello che per Voi potrebbe sembrare inutile, per altri oggi, è una necessità.

PER CONSEGNARE TELEFONARE A:

CARMELA 328.2112553
VALERIA 333.2130353
FRANCESCO 339.8686351
DARIO 333.4416297

VINCENZO 329.5875342

GRAZIE.

Charry: Consenso? regalbutesi vorrebbero essere come me

7 Settembre 2009 charry 18 commenti

Questo Nano mi ha illuminato!!!

Questo Nano mi ha illuminato!!!

“Perche’ i miei concittadini apprezzano ch@rry in un numero cosi’ elevato? Perche’ la maggior parte dei regalbutesi, nel loro intimo vorrebbero essere come me, perche’ conoscono me e come mi comporto”. “sanno che ch@arry non ruba e non utilizza il potere a suo vantaggio personale come hanno fatto quasi tutti coloro che, soprattutto dall’altra parte politica, mi hanno preceduto in questa difficile resaponsabilita’.  “perche’ difendo i regalbutesi da coloro che vorrebbero trasformare l’Italia in uno stato di polizia tributaria: lo sanno tutti che nel programma della sinistra c’era l’autorizzazione per i pagamenti in contanti solo fino ad un massimo di cento euro che rende rintracciabile ogni tipo di acquisto attraverso l’utilizzo obbligatorio delle carte di credito, e per fortuna li ho mandati a casa prima che lo facessero. Inoltre certi auspicano l’introduzione della famigerata tassa patrimoniale che colpisce il patrimonio e reintrodurre l’Ici sulla prima casa o l’imposta sui depositi bancari”.  Quanto al consenso personale,  ho dei sondaggi secondo i quali io veleggio verso il 70%”. “Un primato ineguagliato in tutte le democrazie occidentali , dopo un anno di Blog”.

Regalbuto: Le barriere dell’indifferenza

1 Settembre 2009 charry 27 commenti

Quando passa un ambulanza è lecito chiedersi cosa sia successo. Io rispondo sempre – “qualcuno sta peggio di noi” - Ma quando questo qualcuno sta peggio  per la nostra atavica indifferenza, intolleranza, ignoranza, la misura è colma.

Stamattina, intorno alle 8:00,  un ragazzo affetto da sclerosi multipla, V. G. a causa di un malore è precipitato dalle scale del comando dei Vigili Urbani. Per fortuna nulla di grave ma è ovvio chiedersi perché!!

Perché uffici adibiti principalmente a ricevimento al pubblico hanno scale pericolosisissime e sono privi di qualsiasi scivola, montacarichi e passamano, per non parlare dei servizi igienici?

Perché per il rilascio di una licenza commerciale il Comune chiede tanto di certificato di agibilità per i portatori di handicap e poi nei suoi uffici non rispetta nemmeno le basilari norme sulla sicurezza sul lavoro?

Si fa presto a spostare uffici da un posto all’altro al fine di rendere il palazzo Comunale luogo di residenza per assessori e consiglio comunale;

Si fa presto a spostare l’ASL a casa di Cristo e lasciarla priva di collegamenti, (vedi Pulman urbani) e senza nemmeno dei climatizzatori per chi vi opera e per chi aspetta di passare una visita.

Si fa presto a fare i “Brunetta” della situazione se poi ci si imbosca quando i nodi vengono al pettine.

Si fa presto a mettere dei divieti, a parlare di assistenza ai disabili, quando una classe dirigente crea solo barriere di indifferenza nei confronti di questi “ultimi”

Regalbuto: Body Art Live for Body Art Culture

28 Luglio 2009 charry 9 commenti

“Body Art Live for Body Art Culture” un nuovo modo di concepire l’arte… a fior di Pelle.
Non mancare all’appuntamento di Venerdì 31 Luglio dalle ore 21:00 per questo tocco d’arte al Caffè Vittorio Veneto a Regalbuto dove anche tu riceverai…un fiore sulla pelle…

Una manifestazione che si spera sia l’inizio di una serie di eventi dove l’arte diventi anche “intrattenimento”.  Grazie alla caparbietà di Claudia Sassano, Francesco Bivona e tutto lo staff del caffè Vittorio Veneto. Fonte Facebook

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Il Gruppo su Facebook

Organizzatore::
Caffè Vittorio Veneto
Tipo:
Musica/arte – Anteprima

Inizio:
venerdì 31 luglio 2009 alle ore 21.15
Fine:
sabato 1 agosto 2009 alle ore 0.00
Luogo:
Caffè Vittorio Veneto
Indirizzo:
Via G.F. Ingrassia
Città/Paese:
Regalbuto, Italy