È che sarà mai…. Non mi dite che non avete mai visto sacchi della spazzatura come questi?….

Si! mi direte. E invece no!!!
Questi non sono come tutti gli altri!!! …..
Cos’è che li rende tanto diversi e particolari?
Ma come!!… Possibile non ci arriviate??
Ok Ok!!! Non siate impazienti. Ve lo spiego io!
Questi sacchi costituiscono un metro, un’unità di misura, un utile parametro di riferimento per misurare un’infinità di cose.
A questo punto vi chiederete: cosa? … E che siete impazienti… … un attimo….

Andiamo per ordine:Anzitutto il grado di (in)civiltà raggiunto e maturato dalla nostra comunità e da chi (purtroppo) ci viene a trovare nei giorni di festa.
L’incapacità, di buttare A MONNEZZA dove si dovrebbe: negli appositi cassonetti.
L’incapacità di raccogliere, selezionare e separare i rifiuti riciclabili da quelli non. Per chi non lo sapesse si chiama raccolta differenziata, un modo semplice e moderno di gestire i rifiuti inventato in Germania ma che in Italia non riesce a prendere piede: vuoi per diffuse deficienze organizzative e gestionali, vuoi per l’inestricabile commistione di interesse politici, affaristici e criminali che ci ruotano attorno.
L’incuria o per meglio dire l’inettitudine di chi ci governa attualmente e di chi ci ha governato in passato di prevenire o perlomeno di gestire gli effetti, per così dire, “collaterali” di giornate come il 1° Maggio (e meno male che il 25 aprile è piovuto!!).
Giornate che non portano altro che cumuli di mondezza. Giornate che non giovano di certo a far girare l’economia della nostra piccola comunità, ma che in compenso, fanno girare le palle di un bel po’ di cittadini regalbutesi (figuratevi che le mie si sono messe a girare una in senso orario e l’altra in senso antiorario). I più anziani, ovviamente, sentitamente ringraziano visto che proprio in coincidenza di quei giorni tanto gli girano da riuscire addirittura a far meno del Viagra.
Quei cumuli di mondezza sono la monumentale dimostrazione di una diffusa incapacità amministrativa, di certo non esclusiva del nostro paesello, che dimostrano come il “politico” miri in genere a porre in essere politiche dalle quali può trarre la massima “produttività elettorale” possibile in termini di consensi. Preferibilmente politiche in cui può agire da mediatore, gestendo e allocando risorse in modo clientelare, invece che da amministratore, preoccupato di impiegare le scarse risorse disponibili in modo efficace ed efficiente.
Ecco spiegato perché si spendono un sacco di soldi per il carnevale e non per ciò che grava maggiormente a danno della società civile.
Ma la colpa di ciò, cari i miei concittadini, è pure la nostra, quella di noi elettori in senso lato. Per un verso abbiamo la memoria corta, ci scordiamo delle cazzate che i nostri politici combinano e li rivotiamo; dall’altro la nostra scarsa lungimiranza non ci consente di cogliere gli effetti positivi che buone decisioni avrebbero ma i cui effetti si farebbero sentire solo nel lungo termine. Vogliamo tutto e subito e non ci accorgiamo della natura puramente demagogica di numerose decisioni politiche: vedi l’abrogazione dell’ICI che ha avvantaggiato chi ha tanto, non certo chi ha poco, e che ha inferto un duro colpo ai bilanci non certo rosei dell’ente comune in tutta Italia.
Vi lascio con un ultima riflessione. In un paese in cui non riusciamo nemmeno a fare la raccolta differenziata come si può pensare di creare centrali nucleari che producono scorie radioattive con tempi di smaltimento che superano le centinaia di anni. Dove li stocchiamo sti rifiuti atomici se già si fa fatica a trovare dei siti per farci delle semplici discariche?. E poi, vi pare giusto assumere noi oggi decisioni che porrebbero una seria ipoteca sul futuro delle future generazioni?
Vi salutai.
Silvestro Santoro
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