D’Alema e la trappola delle strane analogie
“Si assiste alla desolante messa in scena di operazioni trasformiste e di riciclaggio di personale politico logorato, per dare l’impressione che tutto cambi affinché nulla cambi. La crescita dell’opposizione si realizza non con le riforme sbagliate e condivise col centro destra, ma con la giustezza delle battaglie contro le ingiustizie sociali.
E’ la terza volta che mi trovo a pubblicare su questo blog la citazione di Ferdinando Imposimato. Lui è stato lungimirante nel descrivere quello che sta accadendo nel Pd, io, devo necessariamente riportare l’imbarazzo che mi porto dentro come cittadino e attivista di un partito che oggi più che mai deve mandare a casa gente come Massimo D’Alema e Mirello Crisafulli. I due leader cercano disperatamente di galleggiare cercando di fare inciuci che nessuno vuole.
Certi “inciuci” farebbero bene al paese». In nome della realpolitik, Massimo D’Alema rilancia il confronto tra Pd e Pdl. – E tanto per fare un esempio di “inciucio”, ricorda l’articolo 7 della Costituzione sui rapporti tra Stato e Chiesa votato dal Pci di Togliatti nell’Assemblea costituente.
Il PD siciliano è passato dall’intransigenza sostenuta dal neo segretario regionale Giuseppe Lupo, ad un’apertura che rende possibile ogni accordo. «Lombardo archivi il centrodestra e presenti una proposta politica credibile»: ecco le condizioni del Pd per sostenere un governo di programma.
Strane analogie vero? Berlusconi e Mussolini con il cerotto al naso; PCI e Togliatti – Chiesa e stato. Vogliamo anche citare il compromesso storico? No, credo che basti.
Cari compagni e amici, prima di scandalizzarvi per i miei duri attacchi resi pubblici per questioni di correttezza nei confronti di simpatizzanti ed elettori, facciamoci tutti un bel esame di coscienza. Se è questo il Pd che vogliamo, allora armatevi e partite. Se invece vogliamo essere vera alternativa democratica, cacciamo questo ciarpame dalle nostre sezioni e cominciamo a discutere sul serio.










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