Agostino Vitale in un articolo sul suo blog scrive:
Meno male che è il mondo è cambiato e soprattutto che sono cambiati gli amministratori. Possiamo dire che contrariamente a ciò che pensa il nostro primo ministro , qui a Regalbuto non ci sono giornalisti di sinistra . Anzi . E possiamo azzardare , senza tema di smentite , che il Sindaco , gli assessori , i consiglieri comunali di qualsiasi schieramento pur considerando di sinistra alcuni giornalisti o , diciamo pure , ipotetici avversari politici , essi trattano tutti allo stesso modo . Qui la libertà di stampa è garantita.

...IO LE FACCIO UN MAZZO COSI!!!
Agostino Casini Vitale, in maniera quasi supina, esalta la predisposizione alle critiche mosse da stampa e blog indistintamente nei confronti dei nostri amministratori, quasi esaltandoli. Agovit, ma dove vivi? Gli unici politici che possono pregiarsi di questo titolo sono Gaetano Punzi e Barbara Furia, i soli che nonostante vere e proprie aggressioni mediatiche hanno sempre reagito così: “A mia d’unni mi chiovi mi sciddica”. Evidentemente Agovit non sai cosa significa essere minacciati più o meno velatamente, essere pedinati, controllati, ricevere messaggi intimidatori, imboscate. Certo che non può sapere certe cose, tu hai la fortuna di essere una penna libera ma al di fuori del palazzo comunale.
Io sono di sinistra, ma non illudetevi, dietro questo blog non c’è il Pd, perché se così fosse oggi avrei più “protezione” e solidarietà. Da membro della segreteria quale sono, faccio comodo quando fa comodo, dopo di che, posso anche ” Ittari sancu”. Questa è la realtà caro Agovit! A me non passano le notizie, tranne quando c’è da pubblicare il resoconto del carnevale o qualche lettera aperta di qualche amministratore e mi sta bene così, non voglio notizie preconfezionate, preferisco stimolare il lettore come ho sempre fatto.
Quindi, caro Agovit, non credo che a Regalbuto non esiste la libertà di stampa, credo solo che è molto pericoloso essere liberi di farlo. Chiudo con una citazione a te molto cara ma che voglio girare anche a chi mi legge e mi “controlla” subdolamente :
“Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo e aggiungo, di farlo!
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