Lettera a Babbo Natale dei lavoratori Francis
Caro Babbo Natale, siamo i lavoratori del gruppo Francis,anche se da molti anni abbiamo perso l’innocenza di credere in tè, è tempo di ritornare bambini e scrivere questa lettera affinché Tu possa esaudire i nostri desideri. La nostra storia, come sai, si trascina ormai da molto tempo ed è arrivata all’epilogo alla fine di luglio di quest’anno quando ci sono state recapitate le lettere di licenziamento. Durante l’anno, che ormai sta per finire, ci siamo sempre comportati bene. Nonostante la nostra grave situazione non abbiamo compiuto gesti clamorosi come: salire sui tetti o bloccare autostrade e ferrovie ma responsabilmente abbiamo sempre scelto la via della concertazione; certo qualche volta abbiamo “disturbato” le Istituzioni, a volte anche insistentemente, per accendere i riflettori sulla nostra vicenda ma le luci si sono sempre più affievolite fino a spegnersi completamente. Proprio per questo ci stiamo rivolgendo a Te per portarci come regalo l’incontro che ci era stato promesso due mesi fa con il Presidente della Provincia, il Prefetto, l’azienda e una rappresentanza dei lavoratori per trovare una soluzione alla nostra vicenda. Noi non pensiamo di chiedere troppo, ma il giusto e il legittimo e ci chiediamo: “Come mai le soluzioni da noi suggerite non hanno accoglimento alcuno e ci viene prospettato tutto più complicato di quanto lo sia veramente?” Caro Babbo Natale non chiediamo la città dei balocchi perché siamo cresciuti per farlo, ma chiediamo di svolgere il ruolo dignitoso che da adulti ci compete. Certo il problema per noi è gravissimo ma nulla se pensiamo alla fame nel mondo, alle guerre, ai terremotati all’ecosistema che si sta’ distruggendo per questo ti chiediamo anche di incoraggiare tutti i governanti della terra affinché concentrino il loro lavoro alla soluzione di questi gravissimi problemi. Forse non ci è rimasto altro che sognare, ma per farlo non abbiamo bisogno di aiuto e nessuno può impedirlo.
I lavoratori augurano a tutti un Natale di pace e serenità.


In Sicilia il Pd vuole giocarsi tutto. E’ già difficile riuscire ad ottenere consensi in una terra che tutto è stata tranne che di sinistra e adesso, come se niente fosse, si pensa addirittura di dare un appoggio esterno al governo regionale che sta implodendo. Il Pd dovrebbe fidarsi di Lombardo e tirarlo fuori dalla melma in cui si è cacciato? Uno schieramento che ha stravinto con il 73% del consenso crolla miseramente e noi del Pd siamo pronti a dare ossigeno? Abbiamo appena eletto il nuovo segretario regionale e già si dimostra un uomo con le palle, l’orchite di berlusconiana memoria colpisce anche nel il profondo sud. Io già vedo, nella malaugurata ipotesi di una alleanza con l’Mpa, un futuro fatto di tarallucci e vino che metterà la parola fine alla mia militanza in un partito che non mi rappresenta più sul vero senso della parola. L’oligarchia imperante che lamentavo in un precedente articolo: “Si assiste alla desolante messa in scena di operazioni trasformiste e di riciclaggio di personale politico logorato, per dare l’impressione che tutto cambi affinché nulla cambi. La crescita dell’opposizione si realizza non con le riforme sbagliate e condivise col centro destra, ma con la giustezza delle battaglie contro le ingiustizie sociali.







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