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Archivio per la categoria ‘Provincia di Enna’

Anche Regalbuto vuole una strada per Peppino Impastato

4 Novembre 2009 charry 10 commenti

Non sapere, non conoscere, non capire, non prendere posizione, non prendere parte. Questa è la nuova omertà. (Roberto Saviano)

Al Sindaco di Regalbuto
Dott. Gaetano Punzi
Piazza della Repubblica 1
94017 Regalbuto (EN)

Caro sindaco,

ho aderito all’iniziativa “Anch’io sono Peppino Impastato!” lanciata in Italia dal quotidiano on line Tusciaweb e che vede la partecipazione attiva di migliaia di persone.

Il sindaco di Ponteranica ha voluto togliere a una biblioteca il nome di Peppino Impastato, straordinaria persona che combatté la mafia in Sicilia e per questo fu assassinato.
A ciò, proprio in questi giorni, si è aggiunta la negazione, da parte del Consiglio Comunale di Bergamo, dell’intitolazione a Peppino Impastato di una via della città medesima.

Credo che fatti del genere ci tocchino tutti trasversalmente, come cittadini di questa Repubblica.

Per questo ritengo che a Regalbuto vada data una risposta forte, univoca e inequivocabile.
Per questo le invio la richiesta affinché una strada, una piazza, un evento nel nostro comune sia dedicato a Peppino Impastato.

Dedicare una via, una piazza, un luogo pubblico o un evento a Peppino Impastato significherebbe mantenere vivo il suo ricordo contro chi cerca di cancellarlo. Ieri come oggi. Significherebbe custodire gelosamente la memoria di chi è stato assassinato dalla mafia e contro di essa si è battuto a viso aperto.

La ringrazio della sua attenzione.

Questa è la richiesta che stiamo facendo al nostro sindaco affinché Regalbuto possa avere un via, una piazza, un luogo, dedicato a Peppino Impastato. Il gruppo nato su Facebook sta raccogliendo tante adesioni. Siamo fiduciosi Sig. Sindaco,  che Lei e il Consiglio Comunale saprà dare con la dovuta attenzione  un  segnale tangibile a chi si ostina a cancellare vergognosamente  la memoria dei martiri della mafia.

Il Gruppo su Facebook

Roberto Saviano Presidente del Consiglio

2 Novembre 2009 charry 1 commento

Un gruppo nato su Facebook che ha tutti i numeri per diventare importante. Mi piace pensare che questo si possa realizzare

saviano

Roberto Saviano

Ciao Roberto. ABBIAMO UN SOGNO.

In questi giorni di profondo cordoglio nazionale…per le morti di Stato e per la quasi morte della nostra democrazia…qualcosa si sta risvegliando nelle nostre coscienze.
Il popolo onesto e sensibile si sta mobilitando. Si aprono quotidianamente molte discussioni, si cercano alternative, si organizzano manifestazioni come quella del 5 di dicembre prossimo, si chiedono le verità da tempo nascoste sulle stragi di mafia e le recenti verità che si stanno già cercando di insabbiare. Ma in tutto questo contesto non si trova una alternativa comune, un movimento unitario, un nome. E da tutto ciò che nasce il NOSTRO SOGNO. Crediamo in te come uomo puro, dal cuore trasparente, che possa rappresentare tutti gli italiani seri ed onesti. Per questo abbiamo creato un gruppo su Facebook ed aspettiamo un tuo pensiero sulla nostra homepage.
Roberto pensaci bene. NON FARCI SMETTERE DI SOGNARE.
Grazie.

Barbara Barbariux  Italia Libera La Terra Di Mezzo

Regalbuto: Libertà di stampa? forse…

2 Novembre 2009 charry 15 commenti

Agostino Vitale in un articolo sul suo blog scrive:

Meno male che è il mondo è cambiato e soprattutto che sono cambiati gli amministratori.  Possiamo dire che contrariamente a ciò che pensa il nostro primo ministro ,  qui a Regalbuto non ci sono giornalisti di sinistra . Anzi . E possiamo azzardare , senza tema di smentite , che il Sindaco , gli assessori , i consiglieri comunali di qualsiasi schieramento pur considerando di sinistra alcuni giornalisti o , diciamo pure , ipotetici avversari politici , essi trattano tutti allo stesso modo . Qui la libertà di stampa è garantita.

...IO LE FACCIO UN MAZZO COSI!!!

Agostino Casini Vitale, in maniera quasi supina, esalta la predisposizione alle critiche mosse da stampa e blog indistintamente nei confronti dei nostri amministratori, quasi esaltandoli.  Agovit, ma dove vivi?  Gli unici politici che possono pregiarsi di questo titolo sono Gaetano Punzi e Barbara Furia,  i soli che nonostante vere e proprie aggressioni mediatiche hanno sempre reagito così:  “A mia d’unni mi chiovi mi sciddica”. Evidentemente Agovit non sai cosa significa essere minacciati più o meno velatamente, essere pedinati, controllati, ricevere messaggi intimidatori, imboscate.  Certo che non può sapere certe cose, tu hai la fortuna di essere una penna libera ma al di fuori del palazzo comunale.

Io sono di sinistra, ma non illudetevi,  dietro questo blog  non  c’è il Pd, perché se così fosse oggi avrei più “protezione” e solidarietà. Da membro della segreteria quale sono, faccio comodo quando fa comodo, dopo di che, posso anche ” Ittari sancu”.  Questa è la realtà caro Agovit!  A me non passano le notizie, tranne quando c’è da pubblicare il resoconto del carnevale o qualche lettera aperta di qualche amministratore e mi sta bene così, non voglio notizie preconfezionate, preferisco stimolare il lettore come ho sempre fatto.

Quindi, caro Agovit, non credo che a Regalbuto non esiste la libertà di stampa, credo solo che è molto pericoloso essere liberi di farlo.  Chiudo con una citazione a te molto cara ma che voglio girare anche a chi mi legge e  mi “controlla” subdolamente :

Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo e aggiungo,  di farlo!


Regalbuto: Parte il trasporto urbano

30 Ottobre 2009 charry 11 commenti

L’amministrazione comunale di Regalbuto ha predisposto la macchina organizzativa per la ricorrenza della festività dei morti per il giorno 1 e 2 novembre prossimo.  Il cimitero di Regalbuto , di solito tenuto sempre in maniera più che decorosa , accoglierà le migliaia di visitatori che verranno a far visita ai loro cari congiunti , provenienti  anche da lontano . Per l’occasione l’assessore Vito Cardaci ha informato la cittadinanza che per i due giorni della ricorrenza dei defunti , dalle ore 07,00 alle ore 18,00 , due bus urbani  inaugureranno il percorso cittadino che percorrerà tutto il centro abitato . Già da tempo si era parlato a Regalbuto  della necessità di far partire il trasporto urbano che oltre a fornire un utile servizio alla cittadinanza , serviva ad alleviare il traffico  soprattutto nel centro storico. “ Oggi abbiamo scelto la ricorrenza dei defunti – dichiara l’assessore Cardaci –  per inaugurare il trasporto urbano . I due bus avranno come base di partenza il  cimitero , che per l’occorrenza sarà vietato  all’ingresso e alla circolazione delle auto , con la sola eccezione dei disabili i quali  potranno accedere e parcheggiare solo se alla guida della loro autovettura , gli altri potranno essere solamente  accompagnati .  L’appello che lancio ai miei concittadini – dichiara Cardaci – è quello di evitare ingorghi nei pressi del cimitero e se possibile raggiungere la zona con i nostri pullman o a piedi  . “  I due bus urbani  percorreranno due percorsi  diversi  coprendo così due percorsi a sud e a nord della città . Il bus numero ! attraverserà via Garibaldi , piazza Vittorio veneto , via G.F.Ingrassia , piazza della Repubblica , via don G.Campione  , via Catania , Amaselo per poi arrivare ancora in piazza Vittorio Veneto , attraversare Via Garibaldi e arrivo al cimitero. Il bus n° 2  invece percorrerà via del Popolo , Piazza savoia , Via s. Citelli , Via mons Piemonte , via Borsellino , contrada tre vie , via A de Gasperi , via Cappuccini , parte di via Garibaldi e arrivo al cimitero. Per l’occasione il trasporto durante la ricorrenza dei defunti è gratuito.

Fonte:Agovit

Regalbuto: Comunicato dei lavoratori del Gruppo FRANCIS

20 Ottobre 2009 charry 10 commenti
Comunicato dei lavoratori del Gruppo FRANCIS
Con il seguente, i lavoratori del gruppo FRANCIS vogliono formalmente ringraziare il Signor Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale, i Deputati  naz-reg, il Senatore,  il Presidente della prov-reg. di Enna e il Consiglio Provinciale. Per tutte le iniziative poste in essere, e per la solidarietà espressaci in questa grave situazione. Un sentito ringraziamento va in particolare a Sua Eccellenza il Prefetto di Enna: per averci prontamente ricevuti al primo sit-in di protesta;  e  al Presidente del Consiglio Comunale ed al Consigliere che materialmente ci hanno accompagnato all’incontro con l’Assessore Regionale. Naturalmente in noi lavoratori prevale oggi un sentimento di profonda amarezza nel constatare che pur con l’interessamento delle Istituzioni, ci sono state proposte solo soluzioni penalizzanti.  E’ chiaro che le nostre aspettative erano altre anche perché queste soluzioni erano già state a noi proposte dall’ azienda fin dal 2006. L’Azienda voleva poter avere via libera dal Sindacato del riconoscimento di “Azienda stagionale” per sette mesi di lavoro e cinque di disoccupazione e con riassunzione di volta in volta a tempo determinato e solo per un numero di disponibilità a sua discrezione. Noi lavoratori abbiamo  chiesto il Vostro intervento in quanto l’Azienda è passata direttamente alla mobilità cioè al licenziamento senza attuare le forme di ammortizzatori sociali quali la c.i.g.o. e la c.i.g.s. formule non più utilizzabili, visto il trascorrere invano del tempo.  Le suddette  soluzioni sarebbero state per l’azienda meno onerose rispetto al passaggio diretto alla mobilità in un momento in cui l’azienda stessa lamenta, oltretutto, una crisi di liquidità. Molte aziende del nostro settore, che probabilmente non  hanno avuto la possibilità di irrobustire il loro patrimonio immobiliare con finanziamenti pubblici hanno chiuso,  questo permetterebbe alla nostra azienda, alla fine della crisi, di ritrovarsi con meno concorrenza nel mercato. Infatti le aziende del gruppo hanno richiesto e ricevuto dei contributi con la legge 488/92 per circa dieci miliardi delle vecchie lire come si evince dall’ 8° bando ordinario regione Sicilia del 2000 e dall’ 11° bando ordinario del 2001. Con questi contributi sono stati costruiti due edifici di enorme grandezza come sito delle varie aziende. Tutto ciò ha incentivato un formidabile indotto lavorativo, non solo con i lavoratori direttamente occupati in fabbrica ma garantendo  un’importante valvola occupazionale per le imprese ed i lavoratori del comparto edilizio interessati per la realizzazione delle sopracitate opere infrastrutturali. Ma non appena sono scaduti i termini dei vincoli imposti dalla legge  l’azienda ha cominciato a far ricorso alla mobilità e quindi a licenziare, chiudendo la produzione e dedicantosi esclusivamente alla commercializzazione, infatti nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio c.a. i container provenienti dalla Cina sono stati innumerevoli riempiendo i nostri magazzini. Per questo possiamo affermare che    sino ad oggi le ripercussioni della paventata crisi dell’azienda sono  stati subìti solo dai lavoratori con l’aggravio della mancata corresponsione degli stipendi nei termini stabiliti. L’azienda a nostro modesto parere non si è mai attrezzata con un nuovo piano industriale di rilancio, per affrontare questa crisi. Ma come si evince dall’ultimo verbale della riunione svoltasi all’ufficio provinciale del lavoro il 14 luglio 2009, il legale rappresentante dell’azienda si è premurato solo di incontrare informalmente gli organi competenti per il rilascio della c.i.g. adducendo che non si prefiguravano le condizioni per l’accoglimento degli ammortizzatori sociali. A questo punto risulta chiaro che la chiusura degli stabilimenti era premeditata e un obiettivo da raggiungere. Ma se tutto ciò poteva essere il cinico disegno strategico di un’azienda, certamente è un pericolo grave da scongiurare assolutamente perché metterebbe in gravissime difficoltà economiche non solo i lavoratori licenziati e le loro famiglie, ma l’intera collettività regalbutese assestando un duro colpo al comparto artigianale e commerciale già duramente provato dalla grave crisi congiunturale in corso. Più volte,  per accendere i riflettori in merito a questa vicenda, presi dallo sconforto, siamo stati tentati di compiere gesti estremi e plateali, ma  per un solo momento vi invitiamo a riflettere se è possibile togliere ai propri figli il pane e la serenità emotiva nel vedere il proprio genitore perdere la dignità di uomo e di lavoratore. Quindi  l’alto senso di responsabilità e il profondo attaccamento alle Istituzioni ci ha portati a prediligere la via della concertazione. Considerato il fatto però che precedenti inviti formali di dialogo tra noi lavoratori e l’azienda sono risultati invani come da precedenti comunicazioni a Vostra conoscenza ci rivolgiamo ancora una volta a Voi classe dirigente, affinché possiate essere solerti nel costituire: Un  tavolo tecnico con la presenza di tutte le parti interessate per individuare ed attuare tutte le iniziative necessarie per risolvere questa vertenza.
I lavoratori del gruppo FRANCIS

Comunicato dei lavoratori del Gruppo FRANCIS

fissoCon il seguente, i lavoratori del gruppo FRANCIS vogliono formalmente ringraziare il Signor Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale, i Deputati  naz-reg, il Senatore,  il Presidente della prov-reg. di Enna e il Consiglio Provinciale. Per tutte le iniziative poste in essere, e per la solidarietà espressaci in questa grave situazione. Un sentito ringraziamento va in particolare a Sua Eccellenza il Prefetto di Enna: per averci prontamente ricevuti al primo sit-in di protesta;  e  al Presidente del Consiglio Comunale ed al Consigliere che materialmente ci hanno accompagnato all’incontro con l’Assessore Regionale. Naturalmente in noi lavoratori prevale oggi un sentimento di profonda amarezza nel constatare che pur con l’interessamento delle Istituzioni, ci sono state proposte solo soluzioni penalizzanti.  E’ chiaro che le nostre aspettative erano altre anche perché queste soluzioni erano già state a noi proposte dall’ azienda fin dal 2006. L’Azienda voleva poter avere via libera dal Sindacato del riconoscimento di “Azienda stagionale” per sette mesi di lavoro e cinque di disoccupazione e con riassunzione di volta in volta a tempo determinato e solo per un numero di disponibilità a sua discrezione. Noi lavoratori abbiamo  chiesto il Vostro intervento in quanto l’Azienda è passata direttamente alla mobilità cioè al licenziamento senza attuare le forme di ammortizzatori sociali quali la c.i.g.o. e la c.i.g.s. formule non più utilizzabili, visto il trascorrere invano del tempo.  Le suddette  soluzioni sarebbero state per l’azienda meno onerose rispetto al passaggio diretto alla mobilità in un momento in cui l’azienda stessa lamenta, oltretutto, una crisi di liquidità. Molte aziende del nostro settore, che probabilmente non  hanno avuto la possibilità di irrobustire il loro patrimonio immobiliare con finanziamenti pubblici hanno chiuso,  questo permetterebbe alla nostra azienda, alla fine della crisi, di ritrovarsi con meno concorrenza nel mercato. Infatti le aziende del gruppo hanno richiesto e ricevuto dei contributi con la legge 488/92 per circa dieci miliardi delle vecchie lire come si evince dall’ 8° bando ordinario regione Sicilia del 2000 e dall’ 11° bando ordinario del 2001. Con questi contributi sono stati costruiti due edifici di enorme grandezza come sito delle varie aziende. Tutto ciò ha incentivato un formidabile indotto lavorativo, non solo con i lavoratori direttamente occupati in fabbrica ma garantendo  un’importante valvola occupazionale per le imprese ed i lavoratori del comparto edilizio interessati per la realizzazione delle sopracitate opere infrastrutturali. Ma non appena sono scaduti i termini dei vincoli imposti dalla legge  l’azienda ha cominciato a far ricorso alla mobilità e quindi a licenziare, chiudendo la produzione e dedicantosi esclusivamente alla commercializzazione, infatti nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio c.a. i container provenienti dalla Cina sono stati innumerevoli riempiendo i nostri magazzini. Per questo possiamo affermare che    sino ad oggi le ripercussioni della paventata crisi dell’azienda sono  stati subìti solo dai lavoratori con l’aggravio della mancata corresponsione degli stipendi nei termini stabiliti. L’azienda a nostro modesto parere non si è mai attrezzata con un nuovo piano industriale di rilancio, per affrontare questa crisi. Ma come si evince dall’ultimo verbale della riunione svoltasi all’ufficio provinciale del lavoro il 14 luglio 2009, il legale rappresentante dell’azienda si è premurato solo di incontrare informalmente gli organi competenti per il rilascio della c.i.g. adducendo che non si prefiguravano le condizioni per l’accoglimento degli ammortizzatori sociali. A questo punto risulta chiaro che la chiusura degli stabilimenti era premeditata e un obiettivo da raggiungere. Ma se tutto ciò poteva essere il cinico disegno strategico di un’azienda, certamente è un pericolo grave da scongiurare assolutamente perché metterebbe in gravissime difficoltà economiche non solo i lavoratori licenziati e le loro famiglie, ma l’intera collettività regalbutese assestando un duro colpo al comparto artigianale e commerciale già duramente provato dalla grave crisi congiunturale in corso. Più volte,  per accendere i riflettori in merito a questa vicenda, presi dallo sconforto, siamo stati tentati di compiere gesti estremi e plateali, ma  per un solo momento vi invitiamo a riflettere se è possibile togliere ai propri figli il pane e la serenità emotiva nel vedere il proprio genitore perdere la dignità di uomo e di lavoratore. Quindi  l’alto senso di responsabilità e il profondo attaccamento alle Istituzioni ci ha portati a prediligere la via della concertazione. Considerato il fatto però che precedenti inviti formali di dialogo tra noi lavoratori e l’azienda sono risultati invani come da precedenti comunicazioni a Vostra conoscenza ci rivolgiamo ancora una volta a Voi classe dirigente, affinché possiate essere solerti nel costituire: Un  tavolo tecnico con la presenza di tutte le parti interessate per individuare ed attuare tutte le iniziative necessarie per risolvere questa vertenza.

I lavoratori del gruppo FRANCIS