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Archivio per la categoria ‘Ricevo e pubblico’

BURUNDANGA: ATTENZIONE LEGGERE E’ IMPORTANTE

12 Novembre 2009 charry 14 commenti

NON E’ UNA BUFALA NE UNA LEGGENDA METROPOLITANA – LA FONTE E’ ATTENDIBILE

Ad una stazione servizio, un uomo si è avvicinato ad una signora che era intenta a fare il pieno alla sua auto.
Gli ha offerto i suoi servizi come imbianchino e gli ha lasciato il suo biglietto da visita.
La signora gli ha detto di non avere bisogno, ma ha accettato il suo biglietto per dare prova in buona fede.
L’uomo è allora entrato in un’automobile condotta da un altro signore.
Mentre la signora lasciava la stazione di servizio, ha visto gli uomini seguirla.
Quasi immediatamente, ha iniziato a sentirsi confusa e stordita facendo
fatica a respirare.
Ha provato ad aprire il finestrino rendendosi conto che uno strano odore veniva dalla sua mano, la stessa mano che ha accettato il biglietto del
signore alla stazione di servizio.
Ha allora notato gli uomini che erano attaccati dietro la sua automobile.
Capito che dovesse fare qualcosa, è entrata nel primo parcheggio che ha trovato, ha fermato la sua automobile e ripetutamente si è messa a
suonare il claxon per chiamare aiuto.
Gli uomini sono fuggiti, ma la signora stava sempre male.
È soltanto dopo molti minuti che ha potuto finalmente riprendere a respirare normalmente.
Apparentemente, c’era una sostanza sul biglietto che avrebbe potuto seriamente stordirla.
Questa droga si chiama ” BURUNDANGA “ ed è utilizzata da persone che vogliono colpire le vittime per rapinarle o violentarle.
Questa droga è più pericolosa delle normali droghe o sonniferi.
Essa é trasmissibile su semplici carte.
Attenzione, non accettate questi generi di biglietti da sconosciuti.

Attenzione, queste persone fanno visite a domicilio lasciando i biglietti nella buca lettere o sotto la porta, restando in zona per poi aggredire le vittime.

E’  UNA BUFALAAAA

Lombardo SuperSmile :)

23 Ottobre 2009 charry 16 commenti

Il Sindaco di Messina Buzzanca e il Governatore Lombardo foto di Enrico Di Giacomo

Il Sindaco di Messina Buzzanca e il Governatore Lombardo foto di Enrico Di Giacomo

Macerie, ma che hanno da ridere?

Non gli è proprio andata giù a Lombardo. Già, quello scatto in prima pagina lo ha fatto infuriare. Tanto che mercoledì a tarda sera ha mandato alle agenzie un comunicato stampa concordato con i legali. “E’ l’evidente frutto di un fotomontag…gio” tuona. Insomma, secondo gli avvocati del governatore della Sicilia, l’immagine pubblicata da Il Fatto Quotidiano sarebbe un “tarocco”. “Nell’interesse dell’on. Raffaele Lombardo e in relazione alla pubblicazione della foto che ritrarrebbe il presidente e il sindaco di Messina, Buzzanca, dinnanzi alle rovine di Giampilieri si rappresenta come l’immagine pubblicata, poi ripresa da più siti Internet e network in rete, sia evidentemente frutto di un fotomontaggio e, pertanto, si diffida da qualsiasi ulteriore utilizzo diffamante della stessa, riservando di valutare gli eventuali profili di responsabilità penale connotanti la descritta vicenda”. Riservando, sia ben chiaro.

Intanto, però, risponde lo stesso autore dello scatto: “Il governatore Lombardo ed i suoi imprudenti legali – spiega Enrico Di Giacomo -, con l’incredibile menzogna secondo cui la fotografia sarebbe frutto di un fotomontaggio, sono riusciti, per indecorosità, a superare gli indecenti sorrisi rivolti al disastro di Giampilieri”. E continua: “Ho scattato io quella fotografia e, poiché solitamente i politici che preannunciano o riservano azioni legali non rispettano mai la propria parola, sarò io a consegnare all’Autorità giudiziaria, insieme alla querela per diffamazione per le scriteriate affermazioni sul preteso fotomontaggio, il documento originale e chiederò espressamente che venga disposto l’accertamento tecnico sulla genuinità dell’immagine”. Così “quando sarà accertato anche in sede giudiziaria che non si tratta di fotomontaggio, mi auguro che l’on. Lombardo, oltre a chiedermi scusa, abbia il buon senso e la dignità minima per ritirarsi dalla politica”. In attesa di sviluppi giudiziari, noi de Il Fatto Quotidiano pubblichiamo le altre immagini di quel (ameno?) pomeriggio.

Fonte:  Antefatto il Cannocchiale

Regalbuto: Comunicato dei lavoratori del Gruppo FRANCIS

20 Ottobre 2009 charry 10 commenti
Comunicato dei lavoratori del Gruppo FRANCIS
Con il seguente, i lavoratori del gruppo FRANCIS vogliono formalmente ringraziare il Signor Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale, i Deputati  naz-reg, il Senatore,  il Presidente della prov-reg. di Enna e il Consiglio Provinciale. Per tutte le iniziative poste in essere, e per la solidarietà espressaci in questa grave situazione. Un sentito ringraziamento va in particolare a Sua Eccellenza il Prefetto di Enna: per averci prontamente ricevuti al primo sit-in di protesta;  e  al Presidente del Consiglio Comunale ed al Consigliere che materialmente ci hanno accompagnato all’incontro con l’Assessore Regionale. Naturalmente in noi lavoratori prevale oggi un sentimento di profonda amarezza nel constatare che pur con l’interessamento delle Istituzioni, ci sono state proposte solo soluzioni penalizzanti.  E’ chiaro che le nostre aspettative erano altre anche perché queste soluzioni erano già state a noi proposte dall’ azienda fin dal 2006. L’Azienda voleva poter avere via libera dal Sindacato del riconoscimento di “Azienda stagionale” per sette mesi di lavoro e cinque di disoccupazione e con riassunzione di volta in volta a tempo determinato e solo per un numero di disponibilità a sua discrezione. Noi lavoratori abbiamo  chiesto il Vostro intervento in quanto l’Azienda è passata direttamente alla mobilità cioè al licenziamento senza attuare le forme di ammortizzatori sociali quali la c.i.g.o. e la c.i.g.s. formule non più utilizzabili, visto il trascorrere invano del tempo.  Le suddette  soluzioni sarebbero state per l’azienda meno onerose rispetto al passaggio diretto alla mobilità in un momento in cui l’azienda stessa lamenta, oltretutto, una crisi di liquidità. Molte aziende del nostro settore, che probabilmente non  hanno avuto la possibilità di irrobustire il loro patrimonio immobiliare con finanziamenti pubblici hanno chiuso,  questo permetterebbe alla nostra azienda, alla fine della crisi, di ritrovarsi con meno concorrenza nel mercato. Infatti le aziende del gruppo hanno richiesto e ricevuto dei contributi con la legge 488/92 per circa dieci miliardi delle vecchie lire come si evince dall’ 8° bando ordinario regione Sicilia del 2000 e dall’ 11° bando ordinario del 2001. Con questi contributi sono stati costruiti due edifici di enorme grandezza come sito delle varie aziende. Tutto ciò ha incentivato un formidabile indotto lavorativo, non solo con i lavoratori direttamente occupati in fabbrica ma garantendo  un’importante valvola occupazionale per le imprese ed i lavoratori del comparto edilizio interessati per la realizzazione delle sopracitate opere infrastrutturali. Ma non appena sono scaduti i termini dei vincoli imposti dalla legge  l’azienda ha cominciato a far ricorso alla mobilità e quindi a licenziare, chiudendo la produzione e dedicantosi esclusivamente alla commercializzazione, infatti nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio c.a. i container provenienti dalla Cina sono stati innumerevoli riempiendo i nostri magazzini. Per questo possiamo affermare che    sino ad oggi le ripercussioni della paventata crisi dell’azienda sono  stati subìti solo dai lavoratori con l’aggravio della mancata corresponsione degli stipendi nei termini stabiliti. L’azienda a nostro modesto parere non si è mai attrezzata con un nuovo piano industriale di rilancio, per affrontare questa crisi. Ma come si evince dall’ultimo verbale della riunione svoltasi all’ufficio provinciale del lavoro il 14 luglio 2009, il legale rappresentante dell’azienda si è premurato solo di incontrare informalmente gli organi competenti per il rilascio della c.i.g. adducendo che non si prefiguravano le condizioni per l’accoglimento degli ammortizzatori sociali. A questo punto risulta chiaro che la chiusura degli stabilimenti era premeditata e un obiettivo da raggiungere. Ma se tutto ciò poteva essere il cinico disegno strategico di un’azienda, certamente è un pericolo grave da scongiurare assolutamente perché metterebbe in gravissime difficoltà economiche non solo i lavoratori licenziati e le loro famiglie, ma l’intera collettività regalbutese assestando un duro colpo al comparto artigianale e commerciale già duramente provato dalla grave crisi congiunturale in corso. Più volte,  per accendere i riflettori in merito a questa vicenda, presi dallo sconforto, siamo stati tentati di compiere gesti estremi e plateali, ma  per un solo momento vi invitiamo a riflettere se è possibile togliere ai propri figli il pane e la serenità emotiva nel vedere il proprio genitore perdere la dignità di uomo e di lavoratore. Quindi  l’alto senso di responsabilità e il profondo attaccamento alle Istituzioni ci ha portati a prediligere la via della concertazione. Considerato il fatto però che precedenti inviti formali di dialogo tra noi lavoratori e l’azienda sono risultati invani come da precedenti comunicazioni a Vostra conoscenza ci rivolgiamo ancora una volta a Voi classe dirigente, affinché possiate essere solerti nel costituire: Un  tavolo tecnico con la presenza di tutte le parti interessate per individuare ed attuare tutte le iniziative necessarie per risolvere questa vertenza.
I lavoratori del gruppo FRANCIS

Comunicato dei lavoratori del Gruppo FRANCIS

fissoCon il seguente, i lavoratori del gruppo FRANCIS vogliono formalmente ringraziare il Signor Sindaco, la Giunta, il Consiglio Comunale, i Deputati  naz-reg, il Senatore,  il Presidente della prov-reg. di Enna e il Consiglio Provinciale. Per tutte le iniziative poste in essere, e per la solidarietà espressaci in questa grave situazione. Un sentito ringraziamento va in particolare a Sua Eccellenza il Prefetto di Enna: per averci prontamente ricevuti al primo sit-in di protesta;  e  al Presidente del Consiglio Comunale ed al Consigliere che materialmente ci hanno accompagnato all’incontro con l’Assessore Regionale. Naturalmente in noi lavoratori prevale oggi un sentimento di profonda amarezza nel constatare che pur con l’interessamento delle Istituzioni, ci sono state proposte solo soluzioni penalizzanti.  E’ chiaro che le nostre aspettative erano altre anche perché queste soluzioni erano già state a noi proposte dall’ azienda fin dal 2006. L’Azienda voleva poter avere via libera dal Sindacato del riconoscimento di “Azienda stagionale” per sette mesi di lavoro e cinque di disoccupazione e con riassunzione di volta in volta a tempo determinato e solo per un numero di disponibilità a sua discrezione. Noi lavoratori abbiamo  chiesto il Vostro intervento in quanto l’Azienda è passata direttamente alla mobilità cioè al licenziamento senza attuare le forme di ammortizzatori sociali quali la c.i.g.o. e la c.i.g.s. formule non più utilizzabili, visto il trascorrere invano del tempo.  Le suddette  soluzioni sarebbero state per l’azienda meno onerose rispetto al passaggio diretto alla mobilità in un momento in cui l’azienda stessa lamenta, oltretutto, una crisi di liquidità. Molte aziende del nostro settore, che probabilmente non  hanno avuto la possibilità di irrobustire il loro patrimonio immobiliare con finanziamenti pubblici hanno chiuso,  questo permetterebbe alla nostra azienda, alla fine della crisi, di ritrovarsi con meno concorrenza nel mercato. Infatti le aziende del gruppo hanno richiesto e ricevuto dei contributi con la legge 488/92 per circa dieci miliardi delle vecchie lire come si evince dall’ 8° bando ordinario regione Sicilia del 2000 e dall’ 11° bando ordinario del 2001. Con questi contributi sono stati costruiti due edifici di enorme grandezza come sito delle varie aziende. Tutto ciò ha incentivato un formidabile indotto lavorativo, non solo con i lavoratori direttamente occupati in fabbrica ma garantendo  un’importante valvola occupazionale per le imprese ed i lavoratori del comparto edilizio interessati per la realizzazione delle sopracitate opere infrastrutturali. Ma non appena sono scaduti i termini dei vincoli imposti dalla legge  l’azienda ha cominciato a far ricorso alla mobilità e quindi a licenziare, chiudendo la produzione e dedicantosi esclusivamente alla commercializzazione, infatti nei mesi di Marzo, Aprile e Maggio c.a. i container provenienti dalla Cina sono stati innumerevoli riempiendo i nostri magazzini. Per questo possiamo affermare che    sino ad oggi le ripercussioni della paventata crisi dell’azienda sono  stati subìti solo dai lavoratori con l’aggravio della mancata corresponsione degli stipendi nei termini stabiliti. L’azienda a nostro modesto parere non si è mai attrezzata con un nuovo piano industriale di rilancio, per affrontare questa crisi. Ma come si evince dall’ultimo verbale della riunione svoltasi all’ufficio provinciale del lavoro il 14 luglio 2009, il legale rappresentante dell’azienda si è premurato solo di incontrare informalmente gli organi competenti per il rilascio della c.i.g. adducendo che non si prefiguravano le condizioni per l’accoglimento degli ammortizzatori sociali. A questo punto risulta chiaro che la chiusura degli stabilimenti era premeditata e un obiettivo da raggiungere. Ma se tutto ciò poteva essere il cinico disegno strategico di un’azienda, certamente è un pericolo grave da scongiurare assolutamente perché metterebbe in gravissime difficoltà economiche non solo i lavoratori licenziati e le loro famiglie, ma l’intera collettività regalbutese assestando un duro colpo al comparto artigianale e commerciale già duramente provato dalla grave crisi congiunturale in corso. Più volte,  per accendere i riflettori in merito a questa vicenda, presi dallo sconforto, siamo stati tentati di compiere gesti estremi e plateali, ma  per un solo momento vi invitiamo a riflettere se è possibile togliere ai propri figli il pane e la serenità emotiva nel vedere il proprio genitore perdere la dignità di uomo e di lavoratore. Quindi  l’alto senso di responsabilità e il profondo attaccamento alle Istituzioni ci ha portati a prediligere la via della concertazione. Considerato il fatto però che precedenti inviti formali di dialogo tra noi lavoratori e l’azienda sono risultati invani come da precedenti comunicazioni a Vostra conoscenza ci rivolgiamo ancora una volta a Voi classe dirigente, affinché possiate essere solerti nel costituire: Un  tavolo tecnico con la presenza di tutte le parti interessate per individuare ed attuare tutte le iniziative necessarie per risolvere questa vertenza.

I lavoratori del gruppo FRANCIS

Annozero: Minaccie di morte per Sandro Ruotolo

6 Ottobre 2009 charry 2 commenti

Sandro Ruotolo

Sandro Ruotolo

Sandro Ruotolo, giornalista di Annozero, ha ricevuto una lettera con minacce di morte. Sulla vicenda c’è un fascicolo in Procura e sta indagando la Digos di Roma, alla quale Ruotolo si è rivolto portando la stessa lettera. “Sono cose spiacevoli, che coinvolgono la famiglia, gli affetti più cari. Non posso dare dettagli per l’indagine in corso – dice Ruotolo interpellato al telefono -, ma sono trent’anni che faccio questo bellissimo lavoro e continuerò a farlo, con la schiena dritta”.

Nella lettera anonima viene detto inoltre che il giornalista è il secondo obiettivo di una lista, che però non comprenderebbe – a quanto sinora si sa – altre persone legate ad Annozero. All’interno della lettera pare siano contenute indicazioni così precise e dettagliate da rendere pressoché certo che Ruotolo sia stato pedinato e tenuto d’occhio da parte di sconosciuti.

Regalbuto: Le barriere dell’indifferenza

1 Settembre 2009 charry 27 commenti

Quando passa un ambulanza è lecito chiedersi cosa sia successo. Io rispondo sempre – “qualcuno sta peggio di noi” - Ma quando questo qualcuno sta peggio  per la nostra atavica indifferenza, intolleranza, ignoranza, la misura è colma.

Stamattina, intorno alle 8:00,  un ragazzo affetto da sclerosi multipla, V. G. a causa di un malore è precipitato dalle scale del comando dei Vigili Urbani. Per fortuna nulla di grave ma è ovvio chiedersi perché!!

Perché uffici adibiti principalmente a ricevimento al pubblico hanno scale pericolosisissime e sono privi di qualsiasi scivola, montacarichi e passamano, per non parlare dei servizi igienici?

Perché per il rilascio di una licenza commerciale il Comune chiede tanto di certificato di agibilità per i portatori di handicap e poi nei suoi uffici non rispetta nemmeno le basilari norme sulla sicurezza sul lavoro?

Si fa presto a spostare uffici da un posto all’altro al fine di rendere il palazzo Comunale luogo di residenza per assessori e consiglio comunale;

Si fa presto a spostare l’ASL a casa di Cristo e lasciarla priva di collegamenti, (vedi Pulman urbani) e senza nemmeno dei climatizzatori per chi vi opera e per chi aspetta di passare una visita.

Si fa presto a fare i “Brunetta” della situazione se poi ci si imbosca quando i nodi vengono al pettine.

Si fa presto a mettere dei divieti, a parlare di assistenza ai disabili, quando una classe dirigente crea solo barriere di indifferenza nei confronti di questi “ultimi”